Chiude i battenti l’ospedale psichiatrico di Aversa, da “ricollocare” il cannibale di Salerno

Chiude i battenti l’ospedale psichiatrico di Aversa, da “ricollocare” il cannibale di Salerno

L’uomo che fece a pezzi sua madre va curato in una nuova struttura. Il problema riguarda altri 39 internati socialmente pericolosi dell’OPG aversano AVERSA


L’uomo che fece a pezzi sua madre va curato in una nuova struttura. Il problema riguarda altri 39 internati socialmente pericolosi dell’OPG aversano

AVERSA – Chiudono i battenti gli ospedali psichiatrici giudiziari e diventa un problema collocare gli ex internati. Tra gli opg ufficialmente chiusi c’è anche quello di Aversa, che fino ad oggi ha ospitato il cosiddetto “cannibale di Salerno”, cioè Lino Renzi, l’uomo che nel luglio 2013 ha ucciso e  divorato i resti della propria madre 77enne, Maria Pia Guariglia. “L’antropofago” del quartiere Torrione potrebbe finire in una struttura non adeguata o restare “parcheggiato” nell’opg di Aversa. L’allarme per il destino di tutti i malati di mente socialmente pericolosi è stato lanciato al Corriere della Sera in una videointervista dal giudice Paola Di Nicola del Tribunale di Roma.

opg
Opg di Aversa

La situazione. Renzi è stato riconosciuto come soggetto socialmente pericoloso dalle perizie psichiatriche. Pur restando sotto custodia all’interno dell’opg di Aversa, per quelli come Lino Renzi un’alternativa al manicomio ancora non c’è. Secondo la legge, infatti, la destinazione di questi ammalati è costituita dalle cosiddette Rems (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive), strutture al massimo da 20 letti, dotate di sistemi anti-evasione e di personale medico-sanitario e non penitenziario. Per ora ne esistono solo in Emilia Romagna. I tempi per la loro realizzazione sono lunghi e molte regioni non hanno presentato neanche i progetti di esecuzione.

“Per il momento – conferma a Il Mattino Paolo Corsaro, legale di Renzi – il mio assistito resta ad Aversa ma presto si dovrà valutare dove mandarlo. Sono stato a trovarlo in ospedale – riferisce – e i responsabili della struttura non sanno come regolarsi perché le Rems (residenze esecuzione misure di sicurezza, pensate come alternativa) non sono operative così come molti istituti penitenziari ancora non sono attrezzati per l’accoglienza di chi ha problemi come Lino Renzi, che è schizofrenico”.

I numeri degli opg. Come per Lino Renzi, il problema resta per tutti i  96 internati, 38 dei quali sono campani, 52 laziali e il resto provenienti da Molise e Abruzzo (39 dei quali socialmente pericolosi perché autori di reati contro la persona, come omicidi e violenze sessuali). Questo del “cannibale” è solo uno dei tanti casi della situazione che vige nei 6 manicomi criminali (con 700 ospiti) che a partire da oggi dovrebbero chiudere. A chi affidare queste persone? Non si sa. Il rischio più probabile è che i manicomi siano sostituiti da strutture prive delle adeguate misure di sicurezza, pericolose per i malati così come per il personale che vi lavorerà.