Marano, oggi la terza udienza del processo ai Simeoli: ascoltati i pentiti Tipaldi, D’Ausilio e Lo Russo

Marano, oggi la terza udienza del processo ai Simeoli: ascoltati i pentiti Tipaldi, D’Ausilio e Lo Russo

Il pentito D’Ausilio: “I Simeoli hanno sempre avuto ottimi rapporti prima con i Nuvoletta e poi con i Polverino” MARANO – Si è


Il pentito D’Ausilio: “I Simeoli hanno sempre avuto ottimi rapporti prima con i Nuvoletta e poi con i Polverino”

MARANO – Si è tenuta stamani dinanzi alla Corte d’Assise la terza udienza del processo che vede imputati  gli imprenditori Antonio Simeoli e i figli Benedetto, Luigi e Domenico. Gli imputati furono arrestati un anno e mezzo fa con l’accusa di associazione di stampo mafioso, in quanto ritenuti affiliati al clan Polverino, di esecuzione di opere edili senza autorizzazione, concorso di pubblico ufficiale, falsità materiale e ideologica.

Stamani ad essere ascoltati in aula sono stati i collaboratori di giustizia Massimo Tipaldi, Gaetano D’Ausilio e Salvatore Lo Russo. Del tutto inconcludente si è rivelata la testimonianza del pentito Massimo Tipaldi, che tra “non ricordo” e divagazioni non è riuscito a sostenere la tesi del pm, tanto da non riuscire neanche a riconoscere le foto degli imputati. Più chiara ed incisiva, invece, la testimonianza di Gaetano D’Ausilio, affiliato dal 97 al 2011 al clan Polverino per il quale gestiva lo spaccio e le estorsioni nel comune di Quarto.

“I Simeoli hanno sempre avuto ottimi rapporti prima con i Nuvoletta e poi con i Polverino. Non so esattamente che tipi di affari facessero con il clan, so solo che facevano degli affari”. Due gli episodi più significativi raccontati da D’Ausilio. “Una volta – racconta D’Ausilio – accompagnai Perrone (uomo di spicco del clan Polverino, ora collaboratore di giustizia) ad una riunione nella tenuta dei Simeoli in via Marano-Quarto. A quella riunione c’era anche Zio Carlo, Sabbatino Cerullo e altri uomini del clan”.

Il secondo episodio riguarda invece l’imputato Luigi Simeoli. “Accompagnai Salvatore Liccardi (affiliato al clan Polverino) fuori il supermercato dei Simeoli, che era nei pressi di via Marano Quarto. Liccardi mi disse che doveva conoscere il figlio di Antonio Simeoli”. Durante la testimonianza D’Ausilio ha riconosciuto nella persona di Luigi Simeoli l’uomo che doveva incontrare Liccardi.