Resit, altro stop alla messa in sicurezza. Cantone chiede la revoca dei lavori

Resit, altro stop alla messa in sicurezza. Cantone chiede la revoca dei lavori

La decisione del presidente dell’Anticorruzione è stata resa nota ieri in una riunione del comitato interministeriale sulla Terra di Fuochi GIUGLIANO –


La decisione del presidente dell’Anticorruzione è stata resa nota ieri in una riunione del comitato interministeriale sulla Terra di Fuochi

GIUGLIANO – Ancora al palo la messa in sicurezza della Resit. L’Autorità nazionale anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Cantone, ha chiesto alla Sogesid, la ditta appaltante, di valutare l’adozione di un provvedimento al fine di revocare alla società romana Ati Treerre e Italrecuperi, puteolana,  l’aggiudicazione della progettazione e dell’esecuzione dei lavori dei messa in sicurezza della discarica Resit di Giugliano.

La decisione è stata resa nota durante una riunione del comitato interministeriale sulla Terra dei Fuochi, che si è svolta nella giornata di ieri a Roma, alla presenza dei Ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, nonché di diversi rappresentanti della Regione Campania.

Non sono per ora note le perplessità che hanno spinto Cantone a chiedere il provvedimento di revoca. Certo è che i lavori di messa in sicurezza hanno già subito diversi slittamenti a causa del coinvolgimento di alcuni membri della Treerre nell’inchiesta Mafia Capitale:  Luigi Lausi, uno dei membri del consiglio di amministrazione, è incappato nelle maglie dell’inchiesta della procura capitolina. Nella medesima inchiesta fu coinvolto anche Riccardo Mancini, che di Treerre è stato consigliere di amministrazione e presidente in due diversi periodi.