Coppia morta a Cava Riconta, il giallo s’infittisce: è un duplice omicidio

Coppia morta a Cava Riconta, il giallo s’infittisce: è un duplice omicidio

Gli inquirenti escludono altre piste. Oggi ulteriore sopralluogo della Scientifica e dell’Esercito per apprendere elementi utili alle indagini GIUGLIANO – Due coniugi


Gli inquirenti escludono altre piste. Oggi ulteriore sopralluogo della Scientifica e dell’Esercito per apprendere elementi utili alle indagini

GIUGLIANO – Due coniugi di Melito trovati morti a Cava Riconta di domenica mattina. Immacolata Genovesi e Luigi Simeone. Il tassì di lui trovato poco distante dal ritrovamento dei cadaveri. Dei bossoli di pistola. E tanto mistero. Un mistero che s’infittisce ora dopo ora e che induce gli inquirenti a riformulare di volta in volta le piste da seguire.

Duplice omicidio. Accantonata la pista dell’omicidio-suicidio e l’assassinio di matrice camorristica, le indagini adesso si sono concentrate sull’ipotesi del doppio omicidio. Un killer – il cui identikit resta per ora immerso nell’ombra – avrebbe ucciso entrambi i coniugi con una pistola automatica. Due colpi alla testa per Simeone e uno alla nuca per Genovesi. Sul posto però sono stati trovati ben 7 bossoli. Nessuna traccia dell’arma del delitto, che il killer avrebbe fatto presumibilmente sparire.

polizia2La dinamica. Il tassì, trovato poco distante dalla cava, una Fiat Multipla di colore bianco, risultava chiuso dall’interno. Nell’abitacolo tracce di sangue ovunque. La donna, Immacolata, sarebbe stata uccisa nell’auto con un colpo di pistola alla nuca e poi trascinata dall’autovettura in direzione della cava. Non è chiaro se i due coniugi di Melito siano stati uccisi sul posto. Certo è che entrambi i corpi privi di vita sono stati lanciati dall’assassino nella cava di Masseria Monticelli sabato sera. A lanciare l’allarme domenica mattina una prostituta che ha notato la Fiat Multipla abbandonata sul luogo del delitto.

Le ultime ore di vita. Secondo quanto appreso dagli inquirenti, sabato sera marito e moglie avrebbero cenato in un locale della zona della fascia costiera con degli amici e poi sarebbero andati via. E proprio tra queste persone, sottoposti a lungo interrogatorio, per gli investigatori si nasconde l’omicida perchè non ci sono dubbi: avevano appuntamento con chi li ha uccisi. Da chiarire è poi il movente. Cosa ha spinto il killer ad ucciderli con tanta violenza? Perché poi lasciare il tassì chiuso a chiave nel luogo del delitto anziché occultarlo? Si esclude ogni collegamento con il mondo dell’usura e della criminalità organizzata. I due coniugi conducevano una vita tranquilla.

Ulteriori indagini. Le indagini, intanto, non si fermano. Ieri gli agenti della Scientifica sono tornati in via Ripuaria per effettuare ulteriori sopralluoghi. Speleologi, vigili del fuoco e militari dell’Esercito sul posto per recuperare dalle pareti della cava tracce organiche e altri elementi utili alle indagini. Maggiori risposte potrebbero forse provenire dai risultati dell’autopsia sui corpi delle due vittime che verranno rese note nei prossimi giorni.