Rapina a una gioelleria di Treviso, pene dimezzate per i rapinatori giuglianesi

Rapina a una gioelleria di Treviso, pene dimezzate per i rapinatori giuglianesi

Al colpo partecipò anche Giuseppe D’Aniello, poi ucciso da un carabiniere in una rapina al Sisa di Qualiano nel maggio scorso PIEVE


Al colpo partecipò anche Giuseppe D’Aniello, poi ucciso da un carabiniere in una rapina al Sisa di Qualiano nel maggio scorso

PIEVE DI SOLIGO – La Corte d’ Appello di Venezia ha quasi dimezzato le condanne di primo grado per la rapina alla gioielleria Toffolatti di Pieve di Soligo commessa da un banda di giuglianesi. Dopo la morte del 22enne Giuseppe D’Aniello, freddato nel maggio scorso da un carabiniere fuori servizio al termine di una tentata rapina al supermercato Sisa di via Giuseppe Di Vittorio a Qualiano, in provincia di Napoli (in primo grado era stato condannato a otto anni di reclusione), i giudici veneziani hanno accolto gran parte delle tesi difensive degli avvocati Fabio Crea e Alfonso Palumbo, ridimensionando non di poco le pene.

Rispetto ai dieci anni inflitti in primo grado, Francesco Sarracino, il 34enne presunto capo della banda, e Giuseppe Mele, 32 anni, colui che avrebbe sparato a Pierpaolo Toffolatti, sono stati condannati a sette anni di reclusione. Giovanni Verde, il 34enne originario di Giugliano incaricato del noleggio dei camper con cui la banda si spostava per mettere a segno rapine, è invece passato dai sette anni e quattro mesi del primo grado ai cinque dell’appello.

I giudici veneziani, come avevano fatto i colleghi di di Treviso, hanno riconosciuto le attenuanti generiche pur non derubricando il reato di tentato omicidio in quello di lesioni gravissime (come paventato dagli esiti delle perizie effettuate sulle ferite di Pierpaolo Toffolatti l’8 novembre 2012, quando venne raggiunto da un colpo di pistola all’inguine sparato dai rapinatori prima di darsi alla fuga).