Rischio vulcanico: nella zona “gialla” anche Marano, Villaricca, Calvizzano, Melito e Mugnano

Rischio vulcanico: nella zona “gialla” anche Marano, Villaricca, Calvizzano, Melito e Mugnano

In caso di eruzione, le conseguenze comprendono ricaduta di cenere, terremoti, piogge acide e caos stradale HINTERLAND – Tantissimi quartieri di Napoli e


In caso di eruzione, le conseguenze comprendono ricaduta di cenere, terremoti, piogge acide e caos stradale

HINTERLAND – Tantissimi quartieri di Napoli e tante città della Provincia nella mappa del rischio vulcanico. Dopo l’approvazione delle due zone rosse, si completano i contorni del pericolo, con la definizione delle zone gialle nelle quali sono compresi i territori esposti ai riflessi secondari di una possibile emergenza eruzione. Tra i comuni ricompresi nell’area di medio-basso rischio anche i Comuni di Marano, Melito, Mugnano e Villaricca.

La zona rossa.  A preoccupare maggiormente geologi e Protezione Civile sono i comuni rientranti nella zona rossa. Nella zona rossa dei Campi Flegrei, oltre ai Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, parte della zona costiera di Giugliano e Marano, risultano già inseriti i quartieri occidentali del capoluogo, da Bagnoli e Agnano a Soccavo e Pianura, a Fuorigrotta, Posillipo, Vomero, Arenella, in parte Chiaia e San Ferdinando.

Il livello di rischio. A ogni zona corrisponde un livello di rischio diverso. Per i Comuni inclusi nella zona rossa le conseguenze, in caso di eruzione, sarebbero disastrose. Si va dalle colate laviche ai forti terremoti, passando per le deformazioni del suolo ai flussi piroclastici e alle nubi ardenti. Un vero scenario apocalittico. Non meno incoraggianti, però, sarebbero le conseguenze di un’eruzione per i comprensori circostanti, che comprendono oltre un milione di persone. I riflessi di una possibile emergenza comprenderebbero ricaduta di cenere «asciutta», terremoti di minore intensità, piogge acide, caos stradale, blocchi fognari, black-out elettrici. Anche città come Villaricca o Melito potrebbero vivere momenti di caos.

Lo studio della Protezione Civile si basa su rilievi e simulazioni della distribuzione a terra di ceneri vulcaniche prodotte da un’eruzione di taglia media da una bocca eruttiva in qualunque posizione all’interno della caldera flegrea, con altezza della colonna eruttiva pari a 12 chilometri.

fonte: Ilmattino.it