Il comitato: “Quale sarà la gestione dell’acqua a Giugliano con il nuovo sindaco?”

Il comitato: “Quale sarà la gestione dell’acqua a Giugliano con il nuovo sindaco?”

Il comitato “Acqua pubblica bene comune” pone delle domande ai candidati a sindaco Quale sarà la gestione dell’acqua a Giugliano con le


Il comitato “Acqua pubblica bene comune” pone delle domande ai candidati a sindaco

Quale sarà la gestione dell’acqua a Giugliano con le elezioni del nuovo sindaco? Acqua pubblica o privata? Privatizzare l’acqua è come privatizzare l’aria o il mare. Acqua bene economico o bene sociale?

 -L’acqua in quanto bene sociale deve essere garantito a tutti indistintamente.

 -L’acqua in quanto bene economico risponde a logiche di mercato.

 Il referendum popolare svoltosi in Italia il 12 e 13 giugno 2011 ha sancito:

 -La non privatizzazione della gestione dell’’acqua-

-La non remunerazione del capitale in tariffa-

 Il Governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum,  vara un decreto legge  n. 138 del 13 agosto 2011 che con l’ art. 4  nei fatti annulla la volontà popolare  reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata  riportando alla privatizzazione dei servizi pubblici locali tra cui la gestione dell’acqua.

 La sentenza della corte Costituzionale n. 199/2012 dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 del d. l. n. 138 del 2011, convertito con modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011, per violazione dell’art. 75 della Costituzione

 Il governo Monti calpesta Corte Costituzionale e Referendum con il decreto Legge n. 95/2012 sulla cosiddetta Spending review. Riproduce subdolamente processi di privatizzazione forzata.

 Il 28 dicembre 2012 l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas approva il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico integrato sancendo la negazione dei Referendum per l’acqua pubblica

 La legge regionale della Campania 204/2013

– impone la privatizzazione dei grandi acquedotti regionali.

– elimina il ruolo delle comunità nella gestione e nel controllo del servizio idrico.

-Considera l’acqua merce senza alcuna salvaguardia e tutela della risorsa naturale.

Al momento  bloccata per la lotta di contrasto dei comitati. Si scrive acqua, si legge democrazia.

 Il governo Renzi cambiando il titolo V della costituzione espropria i Comuni e le regioni dalle competenze legislative inerenti i beni comuni.

E con lo strumento dello “sblocca Italia” permetterà di fare un immenso regalo ai colossi stranieri dell’energia privatizzando i servizi di acqua, luce e gas.

 RIPUBBLICIZZARE SI PUO’,  RIPUBBLICIZZARE SI DEVE E IL COMUNE DI NAPOLI L’HA FATTO.

 Napoli  è il primo grande comune  d’Italia che rispetta la volontà popolare del Referendum sull’acqua.

Con

L’ AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO ALL’AZIENDA SPECIALE ABC (Acqua Bene Comune) NAPOLI, la cosiddetta: MESSA IN SICUREZZA.

E  istituzionalizza:

-la partecipazione democratica nel Consiglio d’ Amministrazione;

-esclude le partecipazioni a SpA, mentre invece si apre ai Consorzi di Comuni per l’Acqua.

Per noi è importante sostenere e far  prevalere una gestione tutta pubblica,

e ribadiamo chiaramente attraverso Enti di Diritto Pubblico o Azienda Speciale

partecipata da cittadini e lavoratori del servizio, favorendo la costituzione di

Comitati di Sorveglianza che rappresentino il reale controllo democratico

per la corretta salvaguardia della risorsa acqua.

Perchè il pubblico:

-Contiene le tariffe e mantiene prezzi calmierati; tali aspetti pensiamo non siano indifferenti in zone di periferia dove il disagio e la disoccupazione affliggono sempre

più giovani e famiglie, alla luce di una pesante crisi economica che purtroppo

stiamo vivendo.  Le privatizzazioni sugli aumenti indiscriminati in bolletta  stanno dimostrando l’esatto contrario.

Ricordiamo pure che in caso di morosità  non colpevole riteniamo non vada praticato il distacco della fornitura, in quanto l’acqua è essenziale per la vita della persona.

-Consente il reinvestimento di eventuali utili nel rifacimento degli impianti,

delle tubature ed evita che i comuni si debbano indebitare sempre più,

spesso avventurandosi in operazioni finanziarie poco oculate quanto svantaggiose.

Chiediamo:

Un soggetto tutto pubblico, “blindato”, che può difficilmente ricorrere

a società di scopo, rami d’azienda ed esternalizzazioni di attività lavorative.

Un soggetto che solo così può rappresentare una operazione di “Legalità”,

visto che è stato ampiamente dimostrato che sono queste le forme

che favoriscono le infiltrazioni camorristiche e mafiose

anche nei settori dei servizi, come l’acqua e i rifiuti.

Ed  è per  tutto quanto di cui sopra, nell’interesse della salvaguardia dell’acqua quale bene essenziale per la vita,  che

 Il comitato “Acqua Pubblica –bene comune- di Giugliano in Campania

Pone,

al nuovo SINDACO D GIUGLIANO,

di salvaguardare la gestione dell’acqua della nostra città attraverso la partecipazione del comune di Giugliano alla costruzione di una Azienda Pubblica Speciale e consortile che estende i principi di Acqua bene comune dell’azienda ABC di Napoli a tutti i comuni a Nord di Napoli.

(Comunicato stampa)