Napoli da schiaffi: fermato dal Parma già retrocesso, al Tardini è 2-2

Napoli da schiaffi: fermato dal Parma già retrocesso, al Tardini è 2-2

Doppia papera di Andujar, nel primo tempo gli azzurri rinunciano a giocare. Non bastano le reti di Gabbiadini e Mertens, Mirante superlativo


Doppia papera di Andujar, nel primo tempo gli azzurri rinunciano a giocare. Non bastano le reti di Gabbiadini e Mertens, Mirante superlativo

PARMA – Ancora un’occasione sprecata, il solito ritornello che va avanti da mesi. Davanti frenano (in attesa della Lazio, è la Roma a frenare sconfitta a Milano) ma questo Napoli in Champions proprio non vuole andarci. O almeno, non arrivando tra i primi tre in campionato. Delusione cocente, che arriva a distanza di 28 anni da quel 10 maggio ’87 che significò primo scudetto.

Benitez fa ampio turnover in vista del cruciale ritorno in terra ucraina di giovedì col Dnipro, quando il Napoli si giocherà l’accesso alla finalissima di Europa League. Ma, titolari a parte, quello che manca è la voglia: gli azzurri scendono in campo svogliati, indolenti, quasi come se dovessero fare un allenamento contro un Parma invece che, nonostante la retrocessione già decretata da settimane, approccia alla partita con la chiara intenzione di fare bella figura.

Ad aiutare i ducali di  Donadoni ci pensa subito Andujar, che esce mollo e poco convinto su un corner al 9′ andando ad abbracciare Henrique: per il mugnanese Palladino è un gioco da ragazzi spingere in rete il gol del vantaggio. Il Parma si rintana ancora di più nella propria metà campo ed il Napoli non ha idee, tanti lanci in verticale sono preda facile per una difesa schierata che riesce comodamente a gestire un Zapata poco pericoloso. Al 28′ però è proprio il colombiano a portare il pressing e, sull’errato disimpegno di Feddal, Hamsik serve a Gabbiadini il pallone che l’ex Samp si aggiusta e scaglia in porta, nonostante la deviazione di Mirante.

Il pareggio non galvanizza i partenopei e soprattutto non demoralizza i padroni di casa, che 5 minuti dopo ritrovano il vantaggio: punizione toccata beffardamente da Gobbi – palla che a stento compie il mezzo giro regolamentare – barriera imbambolata che non esce su Jorquera, controllo e tiro non irresistibile che però inganna un Andujar ancora una volta decisivo in negativo. E’ 2-1, punteggio con cui si va al riposo.

Nella ripresa il Napoli sembra finalmente deciso a scendere in campo e giocare, al 4′ Mirante si oppone ad un colpo di testa di Hamsik, entra Callejon per Zapata – zoppicante, Benitez voleva cambiare Hamsik – e Gabbiadini va a fare il centravanti, cross di  Mertens per Callejon che da posizione angolata trova il colpo giusto ma Mirante manda sul palo e poi salva sulla linea.

Dentro anche Higuain per Gargano, con Hamsik che si abbassa, il Pipita ci prova due volte ma Mirante è pronto. A metà frazione grande sinistro a giro di Gabbiadini, il napoletano (di Castellammare) Mirante si allunga e con una prodezza mette in angolo. La pressione azzurra è sempre più forte, Albiol si trova sulla testa il pallone buono ma sfiora il palo.

Occasioni su occasioni, il pari arriva al minuto 26 quando Strinic serve Mertens che controlla, elude la marcatura e punta il centro dell’area: il suo destro è morbido ma preciso, Mirante stavolta non può arrivarci ed è 2-2.

Alla mezz’ora è il turno di  Lopez per un acciaccato Inler, il grande protagonista resta Antonio Mirante che si oppone prima su una botta di sinistro di Hamsik dopo una bella incursione, e poi su un tentativo dalla distanza dello stesso capitano azzurro. L’ultima occasione è per Higuain che si libera e da posizione defilata trova un sinistro ad incrociare di altissima qualità, ma il portiere ducale ci arriva con la punta delle dita. E chiude le porte in faccia ad un Napoli troppo svogliato nel primo tempo, che a Parma ha trovato una squadra tutt’altro che demotivata. L’ennesima occasione persa. Giovedì a Kiev il crocevia di una stagione: chiusa una porta, per la Champions potrebbe aprirsi il portone chiamato Europa League. Prima c’è da fare risultato nella semifinale di ritorno, poi  eventualmente giocarsi tutto a Varsavia. Benitez, re di coppe, proverà a confermarsi.