Rifiuti dal Nord a Giugliano, confisca di beni per imprenditori legati al clan dei Casalesi

Rifiuti dal Nord a Giugliano, confisca di beni per imprenditori legati al clan dei Casalesi

Secondo la Dia, sono stati tra primi a sversare nelle discariche Vassallo e Novambiente GIUGLIANO – Un business iniziato alla fine degli


Secondo la Dia, sono stati tra primi a sversare nelle discariche Vassallo e Novambiente

GIUGLIANO – Un business iniziato alla fine degli anni ’80. Tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente sotterrandoli nelle campagne del giuglianese. E’ l’accusa della Dia di Napoli nei confronti di Elio Roma, imprenditore di Trentola Ducenta ritenuto vicino al clan dei Casalesi, fazione Bidognetti. Tutto nacque con la fondazione della società “Ecologica ’89”, usata per aprire invasi come Resit, Vassallo e Novambiente, in località Tre Ponti a Giugliano.

E’ quanto si apprendere dalla richiesta di rinvio a giudizio del gennaio 2014 da parte dei magistrati dell’Antimafia partenopea Alessandro Milita ed Alessandro D’Alessio, nel processo sul disastro ambientale nel giuglianese dove sono imputati tra gli altri i boss Bidognetti, Zagaria Vincenzo e Dario De Simone. Punto chiave del processo è la “gola profonda” dei Casalesi Gaetano Vassallo.

Oggi per Elio Roma e due suoi fratelli, arriva anche la confisca dei beni. Beni mobili e immobili per 5 milioni di euro – come riporta l’Ansa – sono stati confiscati dalla Dia di Napoli ai fratelli imprenditori casertani Generoso, Elio e Raffaele Roma, di 68, 64 e 61 anni, ritenuti in stretti rapporti con la fazione Bidognetti del clan di camorra dei Casalesi.

Secondo gli inquirenti, – aggiunge l’agenzia di stampa – i fratelli Roma hanno fatto affari nel settore dello smaltimento illegale dei rifiuti con Gaetano Cerci, nipote del boss Francesco Bidognetti e con il re delle ecomafie Cipriano Chianese.

I Roma, in particolare, si occupavano del trasporto dei rifiuti per conto del clan.