Rom e roghi tossici, le responsabilità e i pericoli di un popolo senza controllo

Rom e roghi tossici, le responsabilità e i pericoli di un popolo senza controllo

I campi nomadi sono ghetti che sfuggono agli occhi delle autorità sanitarie e delle forze dell’ordine. Militarizzazione e videosorveglianza non bastano. Occorre


I campi nomadi sono ghetti che sfuggono agli occhi delle autorità sanitarie e delle forze dell’ordine. Militarizzazione e videosorveglianza non bastano. Occorre una soluzione

GIUGLIANO – Mentre il resto del mondo ha i riflettori puntati sul referendum della Grecia, a Giugliano lottiamo ogni giorno con la morte. Da una settimana a questa parte, non c’è ora, minuto o secondo che la vita di un giuglianese non sia accompagnata da un rogo tossico, una colonna di fumo, un incendio. L’ultimo, da scenario apocalittico, ieri, nel campo Rom di Masseria del Pozzo.

Rogo tossico campo romI roghi come nuova priorità. C’è di sicuro una strana coincidenza tra l’elezione del neo-sindaco Antonio Poziello e l’incendio alla Resit, quello che ha inaugurato una delle estati più tossiche che la città ricordi. La priorità della nuova amministrazione Poziello deve essere questa. Non la formazione della giunta, non l’isola pedonale. E neanche la crisi del commercio cittadino (che pure sta facendo penare tanti operatori del settore, soprattutto di quello ortofrutticolo), ma la tutela della salute pubblica. La salvezza di una città e di un futuro che le nuove generazioni vedono troppo corto. Fermo al 2064, l’anno “x” che il geologo Giovanni Balestri ha indicato come la data del disastro. O si risolve il problema dei roghi tossici e si completa il piano di messa in sicurezza delle discariche dell’hinterland, o questo territorio è destinato a morte certa.

Militari e telecamere. Poziello ha già mostrato di prendere a cuore la questione in un comunicato diramato via social ieri pomeriggio. Militarizzazione e sistema di videosorveglianza sono tra le prime soluzioni indicate dalla nuova fascia tricolore per frenare l’intossicazione del territorio. Sull’efficacia della prima abbiamo i nostri dubbi. La legge sulla Terra dei Fuochi aveva già previsto l’invio dei militari. Ne sono arrivati circa 200 e non hanno risolto nulla. La seconda soluzione, invece, può fungere da deterrente, e consentire l’individuazione dei responsabili, fermo restando che la copertura video dell’intera città, soprattutto da Ponte Riccio alla fascia costiera, è alquanto complicata.

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Controlli nel campo rom di Giugliano

Questione rom. Ad ogni modo, videosorveglianza e militari non bastano. Un problema che la nuova amministrazione non deve sottovalutare nel contrasto al fenomeno dei roghi tossici è la questione Rom. Non servono prove infatti per sapere che una buona percentuale di roghi – impossibile certificarla – sono appiccati all’interno del campo rom di Masseria del Pozzo, o negli immediati dintorni. E’ un fatto notorio: basta scavare nella vecchia cronaca, oltre che in quella recente, e verificare quanti sono gli incendi registrati in quella zona. Il che fa pensare che (alcuni) rom del campo c’entrano.  Così come c’entrano alcuni rom con diversi furti di rame commessi all’interno del Mercato Ortofrutticolo (ci sono video che lo testimoniano), o con le rapine ai danni dei negozianti giuglianesi negli ultimi 6 mesi (anche qui le prove esistono: la banda delle spranghe di ferro era composta da 3 minorenni di etnia rom). Ma il problema, più che i rom, è il campo rom. Il campo rom di Giugliano – come tanti altri campi rom in Italia – costituisce uno stato di eccezione permanente, una sentina di piccole e grandi illegalità, una zona franca dove tutto e tutti sfuggono ai controlli delle forze dell’ordine, del fisco e delle autorità sanitarie. Una condizione di isolamento che favorisce il profilerare di reati e l’inflitrazione dell’imprenditoria disonesta che “usa” i rom come manovalanza nella filiera dello smaltimento illegale di rifiuti (materiale di risulta, scarti tessili, pneumatici).

Perché si consente a centinaia di persone – molti delle quali italiane – di vivere all’interno di un campo senza controllo, tra rifiuti e carcasse di auto, dentro un ghetto isolato dal resto della città, lontano dai riflettori, refrattario a ogni forma di integrazione nel tessuto urbano? Quante persone traggono beneficio economico dalla loro situazione? Il centrosinistra, cioè la parte politica che storicamente ne difende i diritti, deve assumersi le responsabilità di questa situazione di degrado e delinquenza in cui versano i campi rom. A prescindere dalla nazionalità, chi risiede sul nostro territorio deve rispettare le leggi del territorio: deve avere un lavoro onesto, non deve speculare sui minori obbligandoli all’accattonaggio, non deve, in qualsiasi forma, delinquere. La nuova amministrazione di Giugliano è chiamata a promuovere un programma di controllo che ne favorisca anche l’integrazione. Fino a quando non verrà quel momento, purtroppo, i rom saranno dei cittadini “eccezionali”. Col rischio che il livello dello scontro diventi insostenibile e si registrino episodi di rappreseglia popolare come quelle registrati qualche anno fa a Scampia…