Giugliano, un mese dopo l’omicidio di Giovanni Galluccio: l’appello della famiglia ai giudici

Giugliano, un mese dopo l’omicidio di Giovanni Galluccio: l’appello della famiglia ai giudici

Domani sera ci sarà il trigesimo del giovane ucciso al CaaN. I familiari in una nota: “Quanto accaduto non può essere dimenticato


Domani sera ci sarà il trigesimo del giovane ucciso al CaaN. I familiari in una nota: “Quanto accaduto non può essere dimenticato dallo Stato”

GIUGLIANO – Un mese dopo l’omicidio di Giovanni Galluccio. E’ ancora forte il dolore e la rabbia per l’assurda morte del 23enne giuglianese ucciso per futili motivi sul posto di lavoro, al mercato ortofrutticolo di Napoli situato a Volla. Domani alle ore 19.30 si terrà il trigesimo presso la chiesa dei Monaci in via Verdi.

I 3 presunti responsabili restano in cella in attesa del processo. Ora la famiglia non vuole che la vicenda finisca nel dimenticatoio ed il vile gesto resti impunito e lancia un appello attraverso la pagina facebook “Eroe Giovanni Galluccio”:

“Il sacrificio di una vita per la dignita’ di un intera categoria di imprenditori, impiegati, operai e operatori del settore non puo’ essere dimenticato dallo Stato.

Dallo Stato, dalla magistratura, dai giudici, dagli uomini che chiamiamo onorevoli; i familiari, gli amici, i conoscenti, la cittadinanza, i pochi italiani onesti di questo paese potranno ancora sentirsi a casa propria solo quando ai responsabili di questo vile gesto sara’ inflitta la condanna peggiore senza sconti di pene e senza attenuanti!

Solo una pena esemplare che sia pari all’ergastolo come rubricata dal codice penale e dal codice di procedura penale non porta macchiare “la faccia” della magistratura italiana!

Le testimonianze e le dichiarazioni delle ancora poche persone oneste di questo paese, che sacrificano ogni giorno la propria vita, la propria famiglia e se stessi per il proprio lavoro, per creare ricchezza, posti di lavoro e soprattutto per pagare le tasse ad uno stato pronto (o quasi pronto) a proteggere i cittadini onesti!”