Marano, una “rivoluzione silenziosa” che nessuno ha notato

Marano, una “rivoluzione silenziosa” che nessuno ha notato

Più che un’assemblea, è sembrato di assistere ad un elogio funebre dell’amministrazione Liccardo MARANO – Più che un’assemblea pubblica, quella che si è


Più che un’assemblea, è sembrato di assistere ad un elogio funebre dell’amministrazione Liccardo

MARANO – Più che un’assemblea pubblica, quella che si è tenuta ieri sera in piazzale Escrivà sembrava un funerale. In un’atmosfera quasi surreale i vari assessori e qualche consigliere fedelissimo si sono alternati nell’elencare tutto ciò che l’amministrazione targata Liccardo è riuscita a fare in questi due anni di governo “nonostante le tantissime difficoltà e le poche risorse e economiche”.

Un elenco lunghissimo che potrebbe portare a chiedere ad un cittadino, poco addentro alle vicende comunali, cosa effettivamente sia andato storto. Ma in realtà cosa ritroviamo in questo fantastico elenco? La refezione scolastica, il piano sociale di zona, i progetti Piu Europa presentati da vecchie amministrazioni – sebbene l’assessore al ramo abbia il merito di essere riuscito a sbloccare i fondi – il progetto Mobility Life (per cui il comune non ha fatto altro che firmare un semplice accordo).

Tutti atti, insomma, da ordinaria amministrazione, niente di speciale, niente di eclatante. L’unico assessore che probabilmente ha approvato qualcosa di nuovo è stato Elio Belmare che, compulsato dall’opposizione esterna al Consiglio, ha finalmente dato vita al bando per il fabbisogno abitativo e tentato di affrontare l’annosa questione delle case popolari occupate da non aventi diritto.

Tutto questo è stato definito dal sindaco dimissionario Liccardo “una rivoluzione silenziosa”, termine azzeccato se si considera che si tratta di una rivoluzione che effettivamente nessuno ha sentito, figuriamoci visto. Nella realtà però sono fin troppo le tematiche, scottanti, che l’amministrazione non ha voluto o più probabilmente saputo affrontare: pip, cimitero, stadio, la mancata emissione dei ruoli dell’acqua, la questione tributi e molto altro. Molto probabilmente la volontà c’era, ma le capacità no e probabilmente per colpa del sindaco che sulla nomina degli assessori ha spesso fatto scelte discutibili.

Sulle dimissioni il primo cittadino ha poi dichiarato: “Un uomo deve sapere quando fare un passo indietro, continuare a governare senza numeri significherebbe non regalare alla città una pagina felice. Non chiedetemi di mettere da parte la mia dignità”. In ogni caso il termine ultimo per ritirare le dimissioni è il 19 agosto. Sarà scritta finalmente la parola fine a quest’esperienza amministrativa? Da cittadini maranesi, di qualsiasi idea o fazione, ci si dovrebbe augurare di sì.