Dossier choc del Ministero: “Le ambulanze in mano ai Mallardo”

Dossier choc del Ministero: “Le ambulanze in mano ai Mallardo”

Il 95 per cento del servizio del trasporto d’urgenza spartito in provincia di Napoli tra il clan di Giugliano e i Casalesi.


Il 95 per cento del servizio del trasporto d’urgenza spartito in provincia di Napoli tra il clan di Giugliano e i Casalesi.  Mercoledì la Guardia di Finanza negli uffici del Paf 

NAPOLI – Un dossier choc del Ministero dell’Interno inviato alla Prefettura di Napoli svela un quadro inquietante della sanità campana: il 95 per cento delle ambulanze impiegate nella provincia di Napoli sono nelle mani dei Mallardo e dei Casalesi. A rivelarlo è il Mattino.

ddaUn patto d’affari, tra le due cosche, che si sono alleate per spartirsi i milioni del servizio di trasporto d’urgenza nelle ASL di Napoli 2 (Pozzuoli) e Napoli 3 (Torre del Greco). Per un totale di 95 comuni. Un servizio che impiega centinaia di infermieri e sanitari ma che secondo la Procura Antimafia è gestito da un’unica ONLUS, la Paf, la Pubblica Assistenza Flegrea con sede a Giugliano.

La ditta è stata colpita adesso da interdittiva antimafia. Mercoledì scorso i suoi uffici sono stati perquisiti dalla Guardia di Finanza. L’interdittiva ha mandato le ASL di Napoli Nord e Sud nel caos completo. Le dirigenze ospedaliere sono state costrette a revocare le convenzioni e gli appalti assegnati alla Paf e a indire affidamenti d’urgenza. Affidamenti che, però, non sono stati ancora completati.

Ma veniamo alle parentele che hanno scoperto il quadro criminale. Secondo l’Antimafia la figlia del presidente della Paf è socia e amministratrice di una ditta di vigilanza, già colpita da interdittiva antimafia, la Fly Security Service (che ha sede nella palazzina di Giugliano dove si trova anche la onlus) in cui figura una guardia giurata che è il cognato di un affiliato al clan Mallardo. La ditta sarebbe stata imposta ai commercianti del comune di Lusciano, in provincia di Caserta, da uomini del clan dei Casalesi, poi arrestati e condannati per estorsione. Fly e Paf sarebbe dunque manovrate dalla stessa mano criminale.

I casi sospetti non finiscono qui. A quelli già esaminati si aggiungono le frequentazioni del presidente Mastellone con personaggi della malavita locale. Gli investigatori hanno anche accertato la presenza tra i dipendenti della Onlus di un pregiudicato che è il fratello della guardia giurata della Fly e quindi anche lui cognato dell’affiliato ai Mallardo. Il presidente Mastellone annuncia ricorso al Consiglio di Stato contro l’interdittiva.