Il Napoli ci prova ma il muro del Carpi regge: al Braglia è solo 0-0

Il Napoli ci prova ma il muro del Carpi regge: al Braglia è solo 0-0

Come avvoltoi ondate di “lo sapevo” si aggirano minacciosi sul Napoli. Ma nonostante il risultato negativo, la squadra c’è. Ora testa alla

@Saverio Nappo

Come avvoltoi ondate di “lo sapevo” si aggirano minacciosi sul Napoli. Ma nonostante il risultato negativo, la squadra c’è. Ora testa alla Juve

CARPI – E’ 0-0 contro il Carpi, è un passo indietro, un’involuzione. Come avvoltoi, ondate di “lo sapevo” e “te l’avevo detto” si aggirano minacciosi sul Napoli, dopo lo stop al Braglia di Modena, contro il Carpi. Tutto qui, facile! E invece no. Questo è il gioco del calcio, non un libro scritto che deve solo essere letto. Il calcio è imprevedibile ed è un turbine di emozioni che prima ti lanciano in aria per migliaia di chilometri ma subito dopo ti sotterrano decine di metri sotto terra. Il calcio è un gioco semplice e dire “te l’avevo detto” è una cosa che non si addice ad un gioco, è una frase triste, fuori contesto.

Il calcio porta un tifoso della Juventus a Berlino a tifare la sua squadra, in curva e, dopo qualche mese, porta la stessa persona, Blanchard, in campo, con la maglia del Frosinone, a segnare il goal dello storico pareggio allo Stadium. Il calcio è dinamismo, è fantasia, è stupore, ma è anche ranghi serrati, denti stretti come quelli del Carpi che costruisce praticamente un muro indistruttibile avanti la propria porta praticamente per tutti i 90 minuti. Non si può parlare di debacle, di passo falso, o addirittura di involuzione perché questo è il gioco del calcio, beffardo e ingiusto, ma alla fine, sempre equo.

Il Napoli torna a casa con uno 0-0 che gli sta strettissimo, per gli uomini in campo e per quello che ha costruito, per la pressione asfissiante con cui ha chiuso il Carpi nella propria metà campo, pur non riuscendo a mettere il pallone in rete. Quanto visto stasera deve essere un ennesimo segnale, quello di continuità, sia nell’impegno che nella condizione fisica e mentale, che porta puntualmente ad un miglioramento della qualità del gioco espresso e della sua intensità.

Ma capita che, talvolta, la diga costruita dall’avversario regga e il goal partita non arrivi, oppure capita che arrivi e porti a casa la storia dallo Juventus Stadium. C’è solo da sorridere, scuotere la testa e passare al prossimo avversario, alla prossima battaglia. Tra tre giorni c’ è la Juventus, perché continuare a rammaricarsi per quello che è semplicemente il gioco del calcio? Sabato sera ritorna la magia al San Paolo: perché continuare a chiamarlo semplicemente “gioco” del calcio?