Il Napoli ritrova se stesso in Europa: una vittoria per rilanciarsi in campionato

Il Napoli ritrova se stesso in Europa: una vittoria per rilanciarsi in campionato

La squadra di Sarri con il 4-3-3 ottiene il primo successo stagionale. Ora serve continuità NAPOLI – Nessuno avrebbe pensato ad inizio

@Saverio Nappo

La squadra di Sarri con il 4-3-3 ottiene il primo successo stagionale. Ora serve continuità

NAPOLI – Nessuno avrebbe pensato ad inizio stagione che la prima vittoria del Napoli di Sarri sarebbe arrivata proprio all’esordio in Europe League. Eppure così è stato. Ieri la compagine azzurra si è finalmente scrollata di dosso il peso della prima vittoria stagionale con un perentorio 5-0 contro i belgi del Brugge, piazzatisi secondi in campionato lo scorso anno.

Che la chiave per uscire da questa minicrisi identitaria e di risultati fosse la scelta del modulo più che degli uomini, era chiaro un pò a tutti e finalmente mister Sarri ha accontentato la piazza, trovando il giusto assetto, in campo e nella testa. Sia chiaro, non era una squadra di brocchi prima e non è una squadra schiacciasassi ora ma la sensazione è che tutto possa girare al meglio con il 4-3-3, modulo ad hoc per la quasi totalità dei giocatori in rosa.

E’ tuttavia ancora presto per poter dire di essere usciti dalla fase di transizione, difatti la città accoglie questa vittoria con gioia moderata. Si sa, Napoli è una piazza che vuole tutto e subito e quasi mai è propensa all’attesa, soprattutto quando si parla di calcio. Ieri sera, al San Paolo, si è vista poca gente, considerando che in passato anche per le partite di Europa League quasi non bastavano i 50mila posti a disposizione. E’ pur vero che le curve erano chiuse dall’Uefa per fatti della scorsa stagione, ma comunque siamo ben lontani dall’attaccamento dei tifosi, da sempre una caratteristica predominante della piazza partenopea e la spiegazione sta proprio nella stagnante diffidenza che ancora grava sul Napoli di Sarri.

Siamo solo all’inizio della stagione, tutto è ancora da scrivere ma la partita di ieri può e deve rappresentare un nuovo punto di partenza su cui costruire qualcosa che possa farci sognare nuovamente, dal lunedì, leggendo i giornali, alla domenica allo stadio.