Il Napoli va come un treno, 2-1 alla Juve e delirio in città

Il Napoli va come un treno, 2-1 alla Juve e delirio in città

Il gruppo è affiatato, vince, convince e si stringe ai tifosi scrollandosi di dosso lo scetticismo NAPOLI – Ci sono delle stazioni

@Saverio Nappo

Il gruppo è affiatato, vince, convince e si stringe ai tifosi scrollandosi di dosso lo scetticismo

NAPOLI – Ci sono delle stazioni che sono troppo importanti per essere saltate, Napoli-Juventus è una di queste. La città intera freme, ribolle per sette giorni, brama e si logora d’ansia, di attesa. Tutto accade in funzione di quei 90 minuti, tutti vogliono essere al binario ad attendere il treno bianco azzurro, con gli occhi lucidi di speranza e il cuore che pompa adrenalina e sogni. E il treno è arrivato, fiero, senza pietà per l’ostacolo, spazzato via impietoso, senza attenuanti, forse anche sorpreso dalla violenza del treno stesso, troppo veloce per poter essere fermato.

E’ un treno che parte lento ma che poi prende velocità fino a sfrecciare imponente, saltando le stazioni minori in pochi secondi, colpendo le persone sui binari, in attesa, col vento di scia. Viene da lontano questo treno, dai monti, da Dimaro, dove ancora i muscoli venivano pompati oltremodo e poi subito raffreddati nei ruscelli alpini. Viene da lontano ma è arrivato, a casa, alla stazione di Campi Flegrei, a Fuorigrotta, ed ha stupito tutti, ottimisti e scettici. In principio era qualcosa di indefinito, di incompleto, qualcosa che ancora necessitava di manutenzione, ma il lavoro sodo ha portato il risultato più atteso: l’anima definitiva, quella vista al San Paolo, contro la vecchia signora, troppo lenta e prevedibile, troppo stanca e fuori ritmo, forse persino troppo anziana rispetto al treno Napoli.

Ha il sapore dolce della vendetta, del riscatto maestoso, questa vittoria, che irrora le strade della città di gioia smodata, di progetti sul futuro prossimo, di immagini che esistono solo nella testa di chi vive di passione e di calcio, di schiamazzi e risa assordanti che altro non sono che l’eco della felicità. La verità è che probabilmente non esiste metafora alcuna per descrivere il boato che ti stordisce quando il pallone varca la linea di porta una volta e poi ancora, il brivido che ti irrigidisce quando ti accorgi che il motore gira potente, affidabile, impressionante, senza perder colpi, in nessun punto. Il treno è in stazione, pronto e carico, destinazione Olimpo degli Dei del calcio. Bisogna solo salire e partire, per le mete più belle.