“Piu Europa” a Giugliano, danno patrimoniale all’ente? L’opposizione vuole vederci chiaro

“Piu Europa” a Giugliano, danno patrimoniale all’ente? L’opposizione vuole vederci chiaro

Pronta un’interpellanza da parte del centrodestra rivolta al sindaco ed al vice-sindaco con delega ai Lavori Pubblici. “Lo spirito dei lavori era


Pronta un’interpellanza da parte del centrodestra rivolta al sindaco ed al vice-sindaco con delega ai Lavori Pubblici. “Lo spirito dei lavori era improntato alla massima qualità. Tutto ciò è stato rispettato?”

GIUGLIANO – E’ sempre più il restyling delle polemiche. I lavori “Piu Europa” continuano a dividere la società giuglianese. Tra cantieri-lumaca, varianti al progetto iniziale, intoppi e problematiche varie, la sensazione è che la maggior parte dei cittadini non sia contenta del prodotto finale. Le aspettative ed i disagi subiti in questi ultimi mesi, pare proprio che non siano stati ripagati.

11825787_10207703614973906_5370022615160497874_nAnche la politica si muove per fare chiarezza e dare risposte ai cittadini insoddisfatti. L’opposizione di centrodestra, infatti, è pronta a chiedere spiegazioni al sindaco Poziello sul discutibile operato della ditta e per cercare di capire se ci sono i margini di un’azione legale per tutelare la città.

Prima di tutto sotto accusa finirebbero la scarsa qualità dei materiali e degli interventi eseguiti in generale. “Lo spirito dei lavori, – si legge nell’interpellanza già pronta per la prossima riunione consiliare – secondo quelle che erano le indicazioni degli Uffici competenti per la gestione delle risorse stanziate dall’Europa, era improntato alla massima qualità degli interventi per il recupero di zone degradate; tale era anche lo scopo dell’amministrazione cittadina sotto il cui governo i progetti erano stati elaborati teso a garantire soprattutto la qualità progettuale ed esecutiva degli interventi ma anche il recupero di alcuni materiali pietrosi ritenuti di pregio per il loro valore di mercato, di cui già era pavimentato il Corso Campano e via Cumana;”

La minoranza intende poi evidenziare anche tutti i dettagli che non rispecchiano le idee iniziali. “Una parte dei lavori relativi al progetto di rifacimento del Corso Campano sono già in fase ultimata così come quelli di Piazza Annunziata, Piazza Municipio e piazza Matteotti come di alcune strade adiacenti; l’esecuzione dei lavori sembra non corrispondente per la qualità degli interventi ed i materiali adoperati a quanto previsto dai progetti e dal capitolato da appalto con risultati che non possono certamente definirsi pregevoli;

– in piazza Annunziata la pavimentazione in basolato non rispecchia il progetto così come era stato finanziato, sia nella posa che nella pietra adoperata;

– i lavori ultimati nella piazza sono mancanti del monumento ai caduti e di altri particolari che la rendevano meno spoglia di quello che è attualmente il risultato che pare, finale;

– in alcune strade come via Marconi, via delle Concezioniste, via San Rocco e via Cumana era prevista la pavimentazione in porfido con il recupero dei cubetti e dei cordoli con cui era pavimentato il corso campano e che risultavano secondo alcuni mastri del settore, di eccellente qualità;

– attualmente le suindicate strade risultano pavimentate con materiale bituminoso e nella sistemazione dei marciapiedi sono stati utilizzati pietre in cubetti e cordoli di qualità che sembra non dello stesso pregio di quelli che rivestivano i marciapiedi del Corso Campano che – da quando si apprende informalmente dagli uffici tecnici del comune – pare siano stati riposti in discarica;”

Pertanto le richieste dell’opposizione a sindaco ed assessore al ramo sono:

“ – se l’amministrazione è a conoscenza delle variazioni in fase esecutiva dei suindicati lavori;

– se il collaudo per alcuni tratti è già stato effettuato;

– se ritiene che gli interventi suindicati rispecchino la qualità pregevole richiesta;

– se i materiali adoperati siano quelli previsti dal capitolato d’appalto;

– se corrisponde alla realtà la distruzione in discarica del porfido e dei cordoli di basalto che costituivano per il loro valore di mercato beni di proprietà del comune e che pertanto dovevano essere utilizzati per i lavori delle strade adiacenti il corso;

– se ritiene che siano state rispettate nella esecuzione dei lavori tutte le norme relative al l’abbattimento delle barriere architettoniche in favore dei soggetti diversamente abili;

– se non ritiene pertanto, che le imprese che si sono aggiudicate l’appalto abbiano ricevuto in qualche modo un vantaggio adoperando materiali diversi da quelli che pare erano previsti;

– se non si ravvisi, per quanto sopra rappresentato, – c’è scritto in conclusione dell’interpellanza – quanto meno un danno patrimoniale all’ente”.

(foto copertina: archivio)