Siani, trent’anni dalla morte. Il suo mestiere? “Giornalista-giornalista”

Siani, trent’anni dalla morte. Il suo mestiere? “Giornalista-giornalista”

A tre decenni dal suo omicidio, la città di Torre Annunziata lo ricorda seguendo la sua auto per le vie del centro HINTERLAND

@Saverio Nappo

A tre decenni dal suo omicidio, la città di Torre Annunziata lo ricorda seguendo la sua auto per le vie del centro

HINTERLAND – Sono passati trent’anni senza che quasi ce ne accorgessimo. Trent’anni dall’assassinio di Giancarlo Siani, giornalista abusivo de Il Mattino, in attesa di un contratto. Uno che, per vocazione, prima che per professione, narrava e descriveva con minuzia le trame che impietose si intrecciavano miserabilmente tra politica e camorra nella sua Torre Annunziata, fino ad allargarsi all’hinterland nord di Napoli, toccando fin’anche l’agro casertano. Sono passati trent’anni da quel giorno nero ma la missione di questo ragazzo poco più che ventenne non ha mai smesso di pulsare, come fosse un cuore che batte con prepotenza, instancabile.

siani2La verità è venuta a galla, troppo lentamente, prima celata, poi sporcata, infine libera, magari solo in parte, ma libera. A Torre Annunziata hanno voluto ricordare Giancarlo, torrese adottivo, morto con onore per svolgere il lavoro di giornalista, ricercatore di verità, cronista del giusto. Lo hanno ricordato facendo ripercorre alla sua amata Citroën Méhari un tratto di strada fino a giungere avanti Palazzo Fienga, che le cronache identificano come la storica roccaforte del clan Gionta, egemone della cittadina vesuviana. Il corteo che ha accompagnato l’auto di Giancarlo Siani rappresenta la sua vittoria perpetua, contro il demone che ha spento la sua vita, che ha fermato la sua penna. Ma le idee non muoiono mai.

Il sole splende forte alle pendici del Vesuvio, in questo fresco settembre, la brezza marina risale le vie di Torre Annunziata, dei paesi confinanti della città di Napoli, accarezza i palazzi, sfiora i ricordi delle persone che non dimenticano mai. Narrare la verità è ridare il giusto colore alle cose, il giusto valore alle persone, il vero significato alle parole.

Questo è ciò che Giancarlo Siani ha fatto nella sua breve e intensa carriera. Oggi e sempre va ricordato, nella sua semplicità, alla costante ricerca della verità e di se stesso in essa, in camicia con maniche scorciate, occhiale a vetro tondo, col sorriso di chi ama la sua terra e il suo lavoro, per davvero.