Camorra, preso un fedelissimo di Zagaria. “Le famiglie dei carcerati hanno fame”

Camorra, preso un fedelissimo di Zagaria. “Le famiglie dei carcerati hanno fame”

Ciccio ‘o Pecoraro era stato scarcerato da pochi mesi ma aveva subito ripreso il giro di estorsioni. Nel mirino imprenditori agricoli Nella


Ciccio ‘o Pecoraro era stato scarcerato da pochi mesi ma aveva subito ripreso il giro di estorsioni. Nel mirino imprenditori agricoli

Nella giornata di ieri, in S. Cipriano d’Aversa (CE), la Polizia di Stato di Caserta ha eseguito un Decreto di Fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti del pregiudicato, affiliato al clan dei Casalesi – fazione ZAGARIA, MARTINO Francesco, alias Ciccio o’ Pecoraro, nato a Villa Literno (CE) il 05.07.1959, residente a S. Cipriano d’Aversa (CE), in quanto gravemente indiziato di estorsione continuata, aggravata dalla metodologia mafiosa.

LE ESTORSIONI. In particolare, le incalzanti indagini della Squadra Mobile di Caserta appuravano il coinvolgimento del citato MARTINO Francesco in una serie di condotte estorsive, poste in essere tra maggio e luglio 2015, in danno di imprenditori agricoli del comprensorio di Cancello Arnone (CE), area storicamente assoggettata al controllo criminale della citata consorteria camorristica.

“LA GUARDIANIA” DELLE AZIENDE. Secondo le emergenze investigative, il pregiudicato si era rivolto ad alcuni imprenditori agricoli pretendendo il pagamento di una somma di 250 euro per assicurare la “guardiania” alle loro aziende. Gli imprenditori, per la notoria fama di affiliato ai casalesi di MARTINO Francesco, non avevano esitato a corrispondergli il “pizzo”, la cui richiesta avveniva secondo una metodologia tipicamente mafiosa, infatti, il pregiudicato aveva ammonito le vittime che “…le famiglie dei carcerati erano senza soldi…s’ moron e famm’…”, e che, pur essendo stato scarcerato da poco, era di nuovo in zona e, quindi, per ogni problematica, come ad esesempio qualora avessero subito danneggiamenti, furti di attrezzi o mezzi agricoli, dovevano rivolgersi a lui.

DA POCO SCARCERATO. Martino Francesco, era stato arrestato nel dicembre 2011, ad epilogo di un’operazione congiunta delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Antimafia partenopea, unitamente ad altri esponenti di spicco del gruppo ZAGARIA, a vario titolo indagati per associazione mafiosa ed estorsione aggravata; scarcerato nel marzo 2015, aveva ripreso immediatamente le attività estorsive per conto dell’organizzazione criminale.

Peraltro, l’arrestato è legato da vincoli di parentela ad affiliati di rilievo del clan dei Casalesi, quali CACCIAPUOTI Alfonso – capozona della fazione SCHIAVONE nel comprensorio di Grazzanise, S. Maria la Fossa, e Capua – e NOBIS Raffaele – uomo di fiducia del boss ZAGARIA Michele -, unitamente al quale era stato in precedenza arrestato.

Dopo le formalità di rito, MARTINO Francesco è stato associato alla Casa Circondariale di S. Maria Capua Vetere, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.