Chievo-Napoli 0-1. Higuain abbatte il muro giallo e porta il Napoli al secondo posto

Chievo-Napoli 0-1. Higuain abbatte il muro giallo e porta il Napoli al secondo posto

Gli azzurri non concedono niente. Porta ancora imbattuta. Sesta vittoria consecutiva tra campionato e coppa VERONA – Ordine. Tutto costantemente e ostinatamente segue

@Saverio Nappo

Gli azzurri non concedono niente. Porta ancora imbattuta. Sesta vittoria consecutiva tra campionato e coppa

VERONA – Ordine. Tutto costantemente e ostinatamente segue regole ferree, viene tenuto sotto controllo, organizzato nei dettagli, con precisione e dedizione maniacale. Guardare questa squadra giocare al calcio concilia mente e corpo, appaga, soddisfa. Per chi vive di calcio, è uno spot alla bellezza, un piacere cercato con bramosia. Ogni caratteristica è curata al dettaglio, ogni sfumatura è controllata più volte, fino ad assumere un colore ben definito, assolutamente lontano dall’essere abbandonato al caso.

Si potrebbe scrivere un libro, o comunque migliaia di parole, cercando di descrivere i progressi Di Koulibaly, Hysaj. Si potrebbe scrivere una storia per far sorridere i bambini quando piangono per descrivere il feeling quasi viscerale tra Lorenzo Insigne e Gonzalo Higuain, seguiti a memoria dall’onnipresente Callejon. O addirittura si potrebbero incoraggiare tutti quelli con il cuore spezzato o il morale a pezzi, spiegando loro cosa significhi “solidità, duttilità, insuperabilità” descrivendo il centrocampo del Napoli, Allan-Jorginho-Hamsik. O forse basterebbe dire agli scettici che questo è il calcio. E nel calcio chi gioca bene non è possibile che perda.

La partita, al Bentegodi di Verona sponda Chievo, è il più classico dei testa-coda. Da una parte, la squadra di casa si difende con undici uomini dietro la linea del pallone per quasi la totale durata del match. Dall’altra parte, gli ospiti. Indesiderati. Spietati assassini, calcisticamente parlando, pronti a prendersi quello che vogliono, rinunciando alla cordialità, agli interventi morbidi, alla semplice gestione del pallone per far passare il tempo. Questo non è il calcio di Mister Sarri. Pressione costante, asfissiante, interrotta a sprazzi, giusto il tempo di riorganizzarsi per l’ennesima manovra, l’ennesimo attacco alla preda. Non c’è tabù che tenga.

Il Chievo ha fatto paura solamente a tutti i tifosi, che non si sono fidati neanche per un minuto di questa partita, facile solo sulla carta. Gli azzurri hanno preso il campo quasi subito. Hanno cominciato a battere sul muro giallo, creando un pò alla volta prima la breccia, poi la crepa vera e propria, poi il varco. Gonzalo Higuain, di prima. Un siluro, che piega le mani di Bizzarri, crea il varco nel muro. Al di là del muro, lontana due punti, c’è l’avversario più bello. Chievo-Napoli 0-1, secondo posto raggiunto.

Mercoledì si scende di nuovo in campo. Non c’è tempo per stare lì a pensarci, non c’è tempo per distrarsi e neanche per accorgersi che si vive in apnea, costantemente a mezz’aria, con obiettivi così rapidi nell’essere raggiunti che non si ha il tempo nemmeno di metabolizzarli. Ci sarà tempo per riprender fiato, chiudere gl’occhi per un attimo e ripensare alla strada percorsa. Ci sarà tempo in abbondanza. Ma è ora di pranzo e la fame è di quelle che non si tengono a freno. Bisogna nutrirsi, per vivere. Il freddo sta arrivando. Bisogna nutrirsi di vittorie.