Clan Mallardo, resta il mistero di Paparella. Scomparso anche il figlio

Clan Mallardo, resta il mistero di Paparella. Scomparso anche il figlio

Si attendono i risultati del laboratorio. Per gli 007 potrebbe trattarsi di un regolamento di conti all’interno della cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”


Si attendono i risultati del laboratorio. Per gli 007 potrebbe trattarsi di un regolamento di conti all’interno della cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”

GIUGLIANO – La vicenda di Michele Di Biase, detto Paparella, considerato il reggente attuale del clan Mallardo, è ancora avvolta nel mistero. I dubbi sulla scomparsa del 57enne restano tanti. Da quando l’auto in un suo possesso è stata trovata crivellata di colpi e sporca di sangue nel quartiere Vasto a Napoli, nella tarda serata di venerdì, di lui non si hanno più notizie.

L’ipotesi dell’omicidio resta la più accreditata ma per ora nessuno può sbilanciarsi e non si esclude nessuna pista, anche se l’episodio avrebbe sicuramente a che fare con la camorra.

Adesso si attendono i risultati del laboratorio sulle tracce ematiche ed organiche (materia celebrale) rilevate dalla Polizia Scientifica. Dalle analisi del dna potrebbe arrivare una conferma o un smentita e fino ad allora si può parlare solo di morte presunta.

Intanto tra i familiari nessuno collabora con le indagini. Bocche cucite e silenzio assoluto da parte dei parenti. Fino a ieri non è arrivata nemmeno una denuncia di scomparsa. Adesso il mistero s’allarga. Ad essere sparito, infatti, è anche il figlio. Il dubbio dunque sorge spontaneo: c’era anche lui nella Fiat Panda raggiunta dai proiettili in via D’Avalos?. La polizia tende ad escluderlo. Il giovane sarebbe infatti scomparso già prima di questo episodio.

In attesa dei risultati della Scientifica, intanto, gli investigatori pensano ad un possibile regolamento di conti interno all’Alleanza di Secondigliano (cartello camorristico formato dai clan Mallardo, Contini, Licciardi e Tolomelli). Il luogo del ritrovamento della auto, infatti, si trova proprio all’interno del fortino dei Contini, storici alleati della cosca giuglianese.

L’agguato è stato quindi pianificato in ogni minimo dettaglio. Questo per ora sembra essere l’unico fatto certo.