Giugliano, continuano le ricerche di “Paparella”. Cosa succede al clan Mallardo?

Giugliano, continuano le ricerche di “Paparella”. Cosa succede al clan Mallardo?

Continuano senza sosta le indagini della polizia dopo l’episodio avvenuto nella roccaforte degli alleati di Napoli. E’ la fine di vecchi equilibri


Continuano senza sosta le indagini della polizia dopo l’episodio avvenuto nella roccaforte degli alleati di Napoli. E’ la fine di vecchi equilibri criminali?

GIUGLIANO – Tanti dubbi e nessuna certezza. O forse solo una: “Paparella” è scomparso. E’ ancora ricercato infatti Michele De Biase, 57 anni, ritenuto dagli inquirenti un esponente del clan Mallardo. L’auto del fratello è stata ritrovata abbandonata, nella serata di ieri, nel quartiere Vasto a Napoli. Sull’automobile una serie di fori di proiettile e macchie di sangue sia all’interno che sul selciato, all’esterno. A terra sono state rinvenute anche le chiavi e degli occhiali di sole, anch’essi sporchi di sangue.

Il proprietario, però, ha riferito agli agenti della Polizia che la vettura viene usata principalmente dal fratello. Da lì sono partite le ricerche che sono tuttora in corso. I poliziotti del commissariato locale stanno mettendo al setaccio Giugliano assieme ai colleghi della Questura partenopea. Inutili anche i controlli tra i feriti degli ospedali.

Col passare delle ore prende corpo l’ipotesi dell’omicidio. La Polizia Scientifica ha rinvenuto anche tracce di materia cerebrale accanto ad un cappellino con un foro di proiettile.

Cosa è successo dunque all’uomo dei Mallardo? E’ ancora vivo? E, soprattutto, cosa succede al potente cartello camorristico giuglianese? Il mistero s’infittisce. Nonostante i duri colpi inflitti alla cosca da parte della magistratura negli anni scorsi, infatti, per gli 007 della Procura i Mallardo restano “il clan più potente della provincia”.

Quest’ultimo episodio, però, è abbastanza singolare. Il tutto sarebbe avvenuto all’interno della roccaforte degli alleati storici dei Mallardo, quel clan Contini dell’Arenaccia con il quale assieme ai Licciardi di Secondigliano si era formata la cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”.

Il capostipite dei Mallardo “Ciccio ‘e Carlantonio”, inoltre, è anche imparentato con Eduardo Contini. I due hanno sposato le sorelle Aveta.

Al momento nessuna ipotesi può essere esclusa, neanche quella di una rapina finita male. Ma la sensazione, al momento, è che vecchi equilibri criminali possano essere stati sconvolti dai “cani sciolti” che stanno tentando di prendere il potere dei vecchi capi, ormai quasi tutti in galera, e De Biase potrebbe rappresentare uno degli ultimi baluardi della “vecchia guardia”.

Dubbi ai quali la Polizia sta cercando di dare una risposta. La caccia è aperta.