Higuain-Mertens, 2 a 0 al Palermo e quinta vittoria consecutiva in campionato

Higuain-Mertens, 2 a 0 al Palermo e quinta vittoria consecutiva in campionato

Due gol, tre pali e un’imbarazzante superiorità. Il Napoli stravince ancora NAPOLI – Ti stropicci gli occhi, riempi d’aria i polmoni, espiri.

@Saverio Nappo

Due gol, tre pali e un’imbarazzante superiorità. Il Napoli stravince ancora

NAPOLI – Ti stropicci gli occhi, riempi d’aria i polmoni, espiri. Guardi in alto, poi di nuovo attorno a te. Non ci sono nuvole che si addensano su Fuorigrotta. Non ci sono nuvole sopra la tua testa, ovunque tu sia. A Milano, Torino, Bologna, Roma. In Germania o in Francia, negli States o in Sud Africa. Alzi la testa e quello che vedi è sole splendente o miliardi di stelle. Niente nuvole. Continui a guardare dritto, attraverso lo splendore che c’è sopra la tua testa e quello che fai è semplicemente sorridere.

Per la soddisfazione, per la fierezza, per il senso di rivincita, per la vendetta. Perché è giusto. Perché non hai mai smesso di crederci. E il tempo restituisce sempre quello che dai.

C’è un’ansia insistente che spinge sul petto, schiacciandolo, sotto il peso delle solite paure. Che sia il Palermo a riportare tutti sul pianeta Terra? Possibile che siano i rosa-nero a svegliare tutti all’improvviso, bruscamente, come il frastuono fragoroso di un vetro rotto da un pallone calciato da un bambino ignaro? No. Non questa volta.

Quella che un tempo sarebbe stata la classica caduta di un Napoli forte a metà, è invece l’ennesima prova impressionante di una squadra che sa di cosa è capace, che sa esattamente cosa fare e come farlo. Ancora una volta il turn over di Mister Sarri è perfetto. Il possesso palla è asfissiante, perpetuo, deprimente per chiunque sia l’avversario. Pallone filtrante. Sulla fascia per l’uomo libero. Uno spiraglio? Forse. Tutto da capo. Dall’altra parte. Dai e vai. Uno scatto. Per vie centrali.

Gonzalo Higuain. Ancora. Per spiegare cosa sia il siluro terra-aria di Higuain è necessario guardarlo negli occhi. Lui sorride. Corre per la squadra e lotta su ogni pallone. E’ ciò che aveva pensato di essere ogni maledetta domenica passata a rimproverarsi di non essersi fatto trovare pronto quando tutti lo aspettavano. E’ energia. E’ rabbia. Alza lo sguardo per un attimo ed ha il ghigno beffardo di chi sa dove sarà il pallone di lì a poco. Tira una sassata impressionante. Senza pietà. Sorrentino non può niente. 0-1.

Il secondo tempo scivola via cosi come il primo. Il Napoli fa turn over semplicemente passandosi il pallone. Giocatori pressoché fermi che si passano il pallone. Con semplicità. Ma poi arriva il momento di chiudere i conti. Dries Mertens, subentrato dalla panchina. Imprendibile, come il suo destro a giro che si insacca nell’angolino basso, sul palo lontano. 0-2. Genoa nel mirino.

Basterebbe smettere di credere che le cose possano essere cambiate così radicalmente. Sarebbe tutto più facile. Tutto sarebbe più leggero. Nessuna aspettativa, nessun desiderio, né ambizione, né riti scaramantici. Continuare a vivere nel grigiore sportivo, lontano da chi perde a un passo da chi vince. Ma il Napoli è una bella donna che ti chiede di accompagnarla a casa. E’ lì che ti tende la mano.

Come puoi tirarti indietro? Ci devi essere. Ci devi credere.

(fonte foto: Il Mattino.it)