Melito, esplode il caso Multiservizi. Sospetti, omissioni e debiti da 7 milioni di euro

Melito, esplode il caso Multiservizi. Sospetti, omissioni e debiti da 7 milioni di euro

Una relazione choc del liquidatore sulla gestione della partecipata fa tremare l’amministrazione. Pronto l’esposto dell’opposizione a Corte dei Conti e Procura. Il


Una relazione choc del liquidatore sulla gestione della partecipata fa tremare l’amministrazione. Pronto l’esposto dell’opposizione a Corte dei Conti e Procura. Il consigliere Mottola: “E’ un sistema”

MELITO – Una situazione esplosiva, che potrebbe far saltare l’amministrazione comunale e porta nuove ombre sul Municipio. A Melito Carpentieri trema. E a provocare il terremoto potrebbe essere la Multiservizi, la società partecipata, incaricata del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti fino al maggio 2015, quando ha visto rescindersi il contratto col Comune per inadempienze gravi nel versamento dei contributi e per danno erariale.

I PRECEDENTI. Le avvisaglie erano nell’aria. Nel 2014, ad ottobre, la stessa Multiservizi aveva subito la rescissione del contratto a Quarto, con la conseguente perdita di una commessa da 12 milioni di euro, per motivi analoghi. Nel marzo 2015 è stata attivata nei suoi confronti una procedura di liquidazione per perdite di ammontare pari a 1, 8 milioni di euro. Lo scorso 14 settembre è stata presentata istanza di fallimento al Tribunale di Napoli.

MultiserviziLA RELAZIONE ESPLOSIVA. Eppure la situazione debitoria dell’ente partecipato dal Comune di Melito per il 51 % e per il 49% dalla SAGI non era chiara. Anzi, fino a poco fa era nell’ombra. A fare luce è stato il consigliere d’opposizione Luciano Mottola, che negli ultimi mesi ha richiesto decine e decine di documenti che hanno portato al materializzarsi di un quadro socio-economico scioccante. Il consigliere, dopo numerose richieste, è riuscito ad acquisire i verbali dell’ultima assemblea dei soci della Multiservizi tenutasi lo scorso 21 luglio, alla quale ha partecipato, in luogo del sindaco Venanzio Carpentieri, l’assessore all’Ambiente Marina Mastropasqua. Ai verbali era allegata una relazione “esplosiva” del commissario liquidatore, il dottor Fiorellinetto, che ha denunciato un debito fuori controllo di 7 milioni e mezzo di euro. Debiti accumulati, almeno formalmente, tra il 2011 e il 2015, nei confronti di un soggetto in particolare: lo Stato. Le passività in bilancio sono infatti per lo più rappresentate da ritenute Irpef, addizionale regionale e comunale dei dipendenti non versate ma comunque trattenute in busta paga, e dal mancato pagamento dei contributi Inps da luglio 2014 per una cifra superiore al milione di euro. E pensare che, stando ai bilanci, fino al 2011, anno di insediamento del sindaco Venanzio Carpentieri, i conti dell’ente erano in ordine.

OPERAZIONI SOSPETTE. Le zone d’ombra nella gestione dei conti della Multiservizi, però, non finiscono qui. Come denunciato dalla relazione, “nei mesi di marzo ed aprile 2015 sono state effettuate più operazioni su conti correnti di dubbia regolarità ed accesi contratti finanziari, ancora aperti, per l’acquisto di tre autovetture Smart successivamente vendute in circostanze ancora non chiare.” “Da qui la necessità – dichiara Mottola – di dare un mandato a un legale per portare la situazione a conoscenza della Corte dei Conti, della Prefettura, dell’Anticorruzione e della Procura. Sono necessarie operazioni di tipo cautelare finalizzate al sequestro preventivo dei beni dei responsabili del disastro, al fine di garantire ai cittadini melitesi la restituzione del maltolto”.

IL METODO MULTISERVIZI. Per ottenere la liquidazione delle commesse, la Multiservizi usava un metodo tanto efficace quanto collaudato. Otteneva la rateizzazione del debito da pagare a Equitalia e versava soltanto la prima rata per essere in regola col DURC, ciò permetteva alla società di poter richiedere più liquidazioni nell’arco della durata del Durc, ovvero 120 giorni. Successivamente, in maniera oscura, otteneva ex novo un altro piano di rateizzazione che consentiva alla società di essere formalmente in regola col DURC e ottenere la liquidazione delle commesse successive per 120 giorni ancora, nonostante i conti fossero fuori posto.

carpentieri
Venanzio Carpentieri

UN INTRICO DI RESPONSBILITA’. Di chi è la colpa? L’intrico di responsabilità sembra fitto. “Nella riunione della Commissione Trasparenza dello scorso 23 settembre, l’assessore Matropasqua ha reso noto che il sindaco Carpentieri fosse a conoscenza della situazione, data in cui il liquidatore, durante l’assemblea dei soci, ha allegato la relazione choc sui debiti societari”, fa sapere il consigliere Mottola. Ma non sembra esente da responsabilità neanche la dirigenza: “Ho ritenuto opportuno andare avanti e verificare si i dirigenti avessero esercitato le loro funzioni di controllo, ma purtroppo ho rilevato che ben tre dirigenti, di cui uno di nomina fiduciaria del sindaco, nel pagamento delle fatture della Multiservizi hanno disatteso i loro doveri di ufficio, liquidando un milione e quattrocentomila euro in palese violazione degli obblighi di legge, in relazione ai DURC e alle verifiche delle posizioni Equitalia (risultano 17 determine di liquidazione per un importo superiore al milione e mezzo di euro a cui non viene allegato un DURC o addirittura allegato un DURC richiesto da una stazione appaltante diversa da Melito)”. A ciò si aggiungono le omissioni del nucleo di gestione e valutazione, del collegio sindacale, dei consiglieri comunali e del presidente e dei consiglieri di amministrazione della Multiservizi (di nomina comunale). “Ben 10 organi non hanno controllato – chiosa Mottola – a questo punto credo si possa parlare di sistema Multiservizi.”

I DUBBI DI LUCIANO MOTTOLA. Ma è soprattutto contro il primo cittadino che il consigliere punta il dito. “Soltanto dopo la richiesta di convocazione del consiglio comunale presentata dall’opposizione il 23 settembre 2015, il sindaco Carpentieri ha riunito la giunta e predisposto un’azione di responsabilità nei confronti del Cda della Multiservizi – aggiunge Mottola – Perché prima che cominciassi a chiedere decine e decine di documenti tutti avevano taciuto? Perché il sindaco ha ritardato clamorosamente l’azione di responsabilità nei confronti del presidente del Cda? Ci troviamo di fronte a due personaggi legati a doppio filo e da doppi incarichi politici ed amministrativi. Da una parte Venanzio Carpentieri, sindaco di Melito e segretario provinciale del Partito democratico; dall’altra Massimo Carrano, presidente della Multiservizi e presidente della Commissione Garanzia provinciale Pd Napoli.”

I SILENZI DI CARPENTIERI. A insospettire il consigliere sono soprattutto i silenzi del primo cittadino quando era a capo dell’opposizione: “Nel corso del consiglio comunale da noi richiesto il sindaco ha riferito che la cessione delle quote da Italia Lavoro alla Sagi tra il 2010 ed il 2011 sarebbe avvenuta senza il passaggio in consiglio comunale. A questo punto – domanda Mottola – mi chiedo perché Carpentieri che all’epoca dei fatti era il capo dell’opposizione non abbia chiesto la convocazione del consiglio, così come fatto da noi il 9 ottobre, e soprattutto perché non ha mai segnalato ufficialmente il tutto e lo fa soltanto ora.” Omissioni che riguardarebbero anche i bilanci dell’ente: “Quando si è insediato – accusa il rappresentate dell’opposizione – la situazione contabile della società era a posto (il bilancio 2010 è in attivo). Se, come manifestato in consiglio comunale lo scorso 9 ottobre, Carpentieri aveva dei dubbi sulla regolarità dei bilanci precedenti alla sua gestione, perché non lo ha denunciato, visto che in quel periodo sedeva nel civico consesso? E soprattutto perché non lo ha fatto in questi quattro anni quando in qualità di sindaco ha avuto il diritto dovere di partecipare all’assemblea dei soci della Multiservizi? Se si è reso conto di gravi irregolarità in quegli anni perché non è corso in Procura o ha allertato la Corte dei Conti?”