Milan annullato da un Napoli gigante, 0-4 a San Siro

Milan annullato da un Napoli gigante, 0-4 a San Siro

La squadra segna, vince e convince. Gli azzurri si divertono, impressionando MILANO – Sette partite, 20 goal segnati, 3 subiti, 5 vittorie,

@Saverio Nappo

La squadra segna, vince e convince. Gli azzurri si divertono, impressionando

MILANO – Sette partite, 20 goal segnati, 3 subiti, 5 vittorie, 2 pareggi e 1 goal subito negli ultimi 540 minuti. Una media 2,55 goal segnati a partita. Percentuale media di possesso palla 57,5 %. Terza vittoria consecutiva.

Quanto possano essere freddi e spietati i numeri, quanto poco spazio lasciano all’immaginazione, alla fantasia. Rappresentano certezza, somme, risultati, proiezioni, basi solide, dati inconfutabili. Eppure, accade che siano proprio i numeri a spazzare via ogni dubbio attaccato con testardaggine all’opinione di ogni singolo tifoso e ad intontirlo con sogni e fantasie che risalgono dal cuore. Accade che in una città come Napoli, in cui le certezze latitano, una indiscutibile piomba improvvisa a creare confusione. Un delizioso caos. Mani che si sfregano, ghigno stampato in volto, non una parola. Solo numeri. Numeri impressionanti.

Contropiede, San Siro ammutolisce. Il brivido, lo stesso che si ripete uguale su 80mila schiene, è troppo forte per riuscire a fare qualcosa. Si può solo guardare. Il ragazzo di Frattamaggiore con la 24 la tiene incollata al piede, avanza bene, testa alta. Nessuno fiata. Sono i numeri a far paura. E’ statistica, geometria. Linea curva, leggermente a rientrare. E’ un taglio, ma senza angoli. E’ un numero, un numero del 24. Il 5, preso dall’Udinese, è freddo come un russo, ma col piede brasiliano.

0-1, si ricomincia! Possesso palla, numero passaggi andati a buon fine, numero corner a favore, occasioni chiare da goal. C’è da perdere il conto, gli sguardi sono attoniti, allo stadio, in tv, finanche chi ascolta la voce dell’inviato di qualche emittente radio. Palle recuperate, minuti di pressing alto, tiri nello specchio. Sono numeri, devastanti, in continua mutazione. Napoli in attacco, serie di passaggi al limite dell’area del Milan. Dai e vai, il 24 è oramai avanti al portiere. Sbilanciato sulla sinistra. Sono numeri, da lì non sbaglia. E’ un’ellittica, diretta nell’angolo lontano. Numero pari, due goal fatti, zero subiti.

Poi ancora, falli fatti, falli subiti. Punizione. Limite dell’area grande, zolla del 24. Fatelo tirare, lui disegna curve perfette. Fatte di numeri, fatte di speranze diventate certezze. Nel sette, a giro. 0-3, somma dispari. Fermarsi non si può, a Napoli il dispari è mal voluto. Prego, venghino pure lor signori, la Scala del calcio è un cimitero, un silenzio freddo e profondo di chi non aveva fatto bene i conti. 6mila i napoletani al seguito. 6 mila cuori che battono impazziti ma quasi all’unisono. E’ ritmo. 0-4, è un autogoal, ma poco importa. Numero pari, è bon ton.

Sono numeri, violenti, reali. La somma l’hanno già tirata, giù in città.

Ma c’è un religioso silenzio. Zitti, muti, tutti a proteggere quei numeri, che danno sempre e solo un risultato nella testa di ogni singolo tifoso, ogni qualvolta che si tirano le somme. Qualcuno lo ricorda ancora.

25 anni fa, brividi..