Non è più il vecchio Napoli. Questo è il Napoli di Sarri!

Non è più il vecchio Napoli. Questo è il Napoli di Sarri!

Gli azzurri vincono anche a Varsavia, con un turn over ragionato e una prestazione da applausi NAPOLI – Dev’essere proprio strano essere l’unico

@Saverio Nappo

Gli azzurri vincono anche a Varsavia, con un turn over ragionato e una prestazione da applausi

NAPOLI – Dev’essere proprio strano essere l’unico artefice del proprio destino. Dev’essere strano come starsene un attimo prima sotto la pioggia e poi ritrovarsi al sole a sciogliersi letteralmente. Il sole è quello che è tornato a splendere accecante sul Vesuvio e sulla città di Napoli.

Persino sul San Paolo, che per qualcuno è “merda” (cit.) ma per chi segue il calcio con passione è semplicemente il Tempio, o il Catino. Dev’essere così strano essere cosi padroni del proprio avvenire tanto da sentirsi soli, indisturbati, autonomi, ma soli.

Ma questa è una solitudine atipica, è felice, è colorata. Di bianco e di azzurro.
Nell’incessante inferno del tifo di Varsavia, si è visto un Napoli-bis che ha figurato benissimo, non facendo sentire affatto la mancanza delle primissime linee. E’ strano, come il destino stesso, nero pece un mese fa, giallo oro già da un po’. Gioco ragionato, manovra costruttiva, passaggi puliti, comunicazione viva tra i reparti, tra gli uomini in campo. Tutto atipico, tutto strano per chi vive di calcio in riva al Golfo.
Tanto strano e imprevedibile che nessuno se ne era accorto. Di cosa? Il lavoro di Maurizio Sarri, nell’ombra, in silenzio, con umiltà e costanza.

E’ strano, è inedito, è fantasticamente un’immagine nuova. La disgregazione fisiologica tipica del passato sembra un vago ricordo, offuscato dal cuore e dalla grinta messa in campo. Da chiunque ci vada sul campo. La costante universale è sempre quella: la maglia sudata. Per molti conta più della stessa vittoria, più dei quattordici goal fatti e di un solo goal subito in cinque partite.

Dev’essere strano ritrovarsi stremati negli spogliatoi e accorgersi di essere soddisfatti, felici, guardarsi gli uni con gl’altri e sorridere pensando che non basta, non ancora, non basta mai. Sei assuefatto, non riesci a pensare ad altro, devi scendere in campo e giocare, come un bambino spensierato. Scendere in campo e sudare ancora, lottare su tutti i palloni, incoraggiarsi a vicenda, sorridere ancora e non sentire le gambe stanche.

Tranquilli. Domenica c’ è Milan-Napoli. A San Siro. Respirate.
E’ un gioco strano il calcio.