Altra goleada: 5-0 al Midtjylland! Napoli già qualificato per i sedicesimi di Europa League

Altra goleada: 5-0 al Midtjylland! Napoli già qualificato per i sedicesimi di Europa League

4 vittorie su 4, 16 goal fatti, 1 goal subito. Gli azzurri sono un rullo compressore NAPOLI – “Basterebbero 18 uomini per

@Saverio Nappo

4 vittorie su 4, 16 goal fatti, 1 goal subito. Gli azzurri sono un rullo compressore

NAPOLI – “Basterebbero 18 uomini per fare un colpo di stato e prendere il potere”. Parole di Mister Sarri. Le cose per lui sono decisamente più facili, deve solamente prendere il potere, il possesso, del campo. Qualsiasi campo. Perché aver paura? Paura di cosa? Basta guardarsi intorno, a destra, a sinistra, avanti o dietro. C’è sempre qualcuno pronto a tendere la mano, a suggerire la strada giusta, a indurre al passo giusto, anche se cieco. Il tempo è l’unico nemico, l’unico avversario reale. Quello non si sconfigge prendendolo a pallonate. Si combatte semplicemente non pensando. Tutto è chiaro. Correre più veloce del tempo. Più veloce della paura.

Quello schierato in campo, contro il Midtjylland, è solo una parte del Napoli titolare. Si potrebbe dire che è un Napoli uguale a quello in modalità campionato, ma totalmente diverso negli interpreti. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Nella prima mezz’ora la partita è già chiusa, cosi come il discorso inerente il passaggio del girone. Il risultato non cambia. O magari si. E’ la rinascita silenziosa di Manolo Gabbiadini e Omar El Kaddouri. Si prendono il Napoli tra le mani e lo trascinano avanti, a suon di assist e di goal.

Non conta il tempo che passa, non importa quando arriverà la prossima occasione né chi sarà il prossimo avversario. Ciò che conta è la coesione del gruppo, solido come il granito. Pronto. Spietato. Affamato. Il primo tempo si chiude sul 3-0, goal di El Kaddouri e doppietta di Gabbiadini. Ma non c’è tempo da rispettare, ne tempo da temere. Il secondo tempo è uguale al primo. Il Napoli ha fame, di metri, di goal. Ha fretta. Segnano Maggio, poi Callejon. 5-0. I danesi salutano Napoli senza sporcare neanche i guantoni di Pepe Reina, sempre più comandante lontano dal gioco, al sicuro, nel fortino.

Perché fermarsi? A che pro? Il Napoli è tuo. E a te non importa delle tv, delle passerelle. Il calcio ti scorre nelle vene. Tu sei lì a bordo campo che guardi i tuoi ragazzi passarsi il pallone ancora e ancora e ancora, disorientando gli avversari. Sei lì e non pensi neanche per un secondo che sulla panchina hai l’artiglieria pesante perché chi va in campo vale come chi si siede in panca. Hai già l’Udinese nella testa, e non c’è tempo. E allora urli, ti sbracci, mastichi un filtro di una sigaretta fumata qualche manciata di minuti prima. Prima del fischio d’inizio. L’inizio dell’ennesima esecuzione.