Caso dissidenti Pd, Nicola Pirozzi: “Noi restiamo all’opposizione e loro fuori dal partito”

Caso dissidenti Pd, Nicola Pirozzi: “Noi restiamo all’opposizione e loro fuori dal partito”

Il capogruppo ‘dem’ in consiglio comunale spegne i rumors ed i dubbi: “Non possono non essere espulsi, il resto sono solo giochetti.


Il capogruppo ‘dem’ in consiglio comunale spegne i rumors ed i dubbi: “Non possono non essere espulsi, il resto sono solo giochetti. Non ci interessano le poltrone”

GIUGLIANO – Non ha dubbi Nicola Pirozzi, capogruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale di Giugliano. Nessun reintegro per i fuoriusciti – tra cui il sindaco Poziello – e nessun passaggio degli esponenti ‘dem’ dalla minoranza alla maggioranza.

“Lo statuto nazionale è chiaro. – afferma Pirozzi – Chi si è candidato contro è fuori dal Partito Democratico, indipendentemente dall’appartenenza alle varie componenti. Coloro che stanno in altre liste, quindi, non possono rinnovare il tesseramento. Poi aspetto di leggere il documento ufficiale con l’esito. Ma sicuramente non c’è alcun rientro nel Pd e la partita non è finita qui. Resterebbe la commissione nazionale”.

Le voci trapelate nella serata di ieri, infatti, hanno creato un certo disorientamento. Dall’area Poziello è subito partito un coro di vittoria che ha fatto parlare di “annullamento delle espulsioni”.  I commissariamenti dei circoli di Giugliano, Ercolano e Castellammare sarebbero infatti “illegittimi” a causa della mancata ratifica degli stessi. Un errore procedurale insomma sul quale si è espressa la commissione di garanzia provinciale. La nota ufficiale non è stata però ancora pubblicata ed è attesa per lunedì. La direzione provinciale Pd, infatti, per questioni di tempo – si discuteva anche delle primarie a Napoli – non è riuscita a discutere sul secondo punto all’ordine del giorno che riguardava appunto le sezioni commissariate. I sei dissidenti (ovvero Antonio Poziello, Paolo Liccardo, Pasquale Casoria, Agostino Palumbo, Franco Maisto e Imma Galiano) sarebbero stati comunque cancellati dall’anagrafe del Partito Democratico, come sottolineato anche dall’onorevole Giovanna Palma (LEGGI).

“I dissidenti non possono non essere espulsi, – spiega il capogruppo Pirozzi – non si è deciso questo perché a causa di un difetto procedurale al momento il commissariamento non è stato ratificato. Nessuno ha detto che non sono stati espulsi o che sono stati reintegrati. Sarebbe una palese violazione delle norme. Poi c’è la commissione di garanzia nazionale dove non si fanno giochetti politici. I commissariamenti sono stati decisi da Roma, come dichiarato dallo stesso premier Matteo Renzi, e ringrazio il commissario Peppe Russo per il lavoro svolto fino ad oggi”.

Smentito dunque il passaggio in maggioranza. “Il Pd è stato relegato all’opposizione dai cittadini e non da un norma. – aggiunge  – Abbiamo avuto una grande affermazione elettorale e nonostante ciò siamo in minoranza. E lì rimaniamo. Il problema è della maggioranza, sono loro che dovranno spiegare ai loro elettori la loro posizione ibrida. Noi siamo il Pd e gli altri devono dire a cosa appartengono. Noi siamo iscritti, militanti e ci siamo candidati sotto quel simbolo sapendo di poter perdere con una solo lista. Altri pur di vincere si sono candidati con tutti, anche non avendo un progetto unitario. Noi invece per mantenere la nostra autonomia, abbiamo perso con dignità e mantenendo la coerenza che spesso manca in politica. Non dimentichiamoci che ci sono persone che si sono candidate al consiglio comunale e sono rimaste fuori con 900-1000 voti. Resteremo all’opposizione quindi sopratutto per rispettare loro. Sarebbe troppo facile ora per gli eletti in altri schieramenti rientrare nel Pd. Mi divertirei comunque a passare in maggioranza per vedere come tremano. Adesso sono preoccupati perchè dovrebbero dividere le poltrone”.

Poi Pirozzi chiude con una frecciatina al suo partito: “Una cosa così semplice la stanno facendo diventare complicata per giochi di partito. Menomale che esistono le norme altrimenti questi sarebbero capaci di tutto. Ci sono una serie di cose, come il cambio in segreteria regionale, di cui non voglio parlare al momento. A volte però resto deluso perché si infrangono le regole fondamentali”.