De Luca tra gli indagati nel “caso Mastursi”, si avvicina un terremoto in Regione?

L’accusa è di corruzione per induzione. Il segretario del governatore avrebbe promesso un’assunzione in cambio della bocciatura della Severino

NAPOLI – C’è anche il governatore della regione Campania, Vincenzo De Luca, tra gli indagati nel caso di corruzione che sta travolgendo l’ente di palazzo Santa Lucia. Con lui altri sei indagati, tra cui il suo ex capo di segreteria, Carmelo Mastursi, ed il magistrato Anna Scognamiglio, colei che firmò la sospensiva alla legge Severino e permise a De Luca di insediarsi a capo della Regione dopo aver vinto le elezioni.

Le indagini sono partite da una telefonata – intercettata – in cui il marito del giudice Scognamiglio, Guglielmo Manna, chiedeva a Mastursi un’assunzione, promettendo in cambio che la moglie si sarebbe poi interessata a bocciare la sospensiva prevista dalla legge Severino ai danni di De Luca.

Le prime voci ufficiali seguenti alle dimissioni di Mastursi adducevano motivazioni personali alla base della scelta, un sovraccarico di lavoro che lo stretto collaboratore di De Luca avrebbe accusato fino ad alzare bandiera bianca. In realtà nei giorni scorsi la Polizia aveva perquisito sia il suo appartamento a Salerno che gli uffici napoletani, sequestrandogli il cellulare. Ora quello che a tutti gli effetti è un grande colpo di scena, con il nome del governatore a finire nella lista degli indagati. Una notizia che, sin da domani, potrebbe scuotere il palazzo regionale fin dalle sue fondamenta.

Raffaele Silvestri
Raffaele Silvestri
Telecronista sportivo, conduttore televisivo, giornalista di carta stampata e web, social media manager, e tutto ciò che riguarda il mondo della comunicazione duepuntozero. E' il direttore responsabile de Il Meridiano News

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