Ergastolano ruba pistola ad agente, spara ed evade dall’ospedale. Ricerche in tutta Italia

Ergastolano ruba pistola ad agente, spara ed evade dall’ospedale. Ricerche in tutta Italia

Fabio Perrone, condannato all’ergastolo per omicidio ha disarmato gli agenti ed è riuscito a fuggire dall’ospedale di Lecce. Tre i feriti, due


Fabio Perrone, condannato all’ergastolo per omicidio ha disarmato gli agenti ed è riuscito a fuggire dall’ospedale di Lecce. Tre i feriti, due agenti di polizia penitenziaria e un vigilante. Elicotteri in volo e posti di blocco nel raggio di 400 km

LECCE – Attimi di terrore all’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, quando un detenuto che doveva sottoporsi ad una colonscopia, ha rubato la pistola a uno dei due agenti di polizia penitenziaria che lo accompagnavano e ha cominciato a sparare all’impazzata. I due agenti e un vigilante sono rimasti feriti. Una delle guardie è stata operata d’urgenza. L’uomo, il 42enne Fabio Perrone, ergastolano, ha rubato un’auto e, armato, è fuggito, sfondando le sbarre all’ingresso.

La dinamica. Scortato dai due agenti di polizia penitenziaria è salito al terzo piano dell’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce e quando le guardie gli hanno sfilato le manette, Perrone ha sfilato la pistola dalla fondina di uno dei due agenti e ha cominciato a sparare, ferendo uno dei due agenti a una coscia. La guardia è stata sottoposta a un intervento chirurgico.

La fuga. Nel parcheggio dell’ospedale, Perrone ha fatto scendere una donna dall’auto (che ha poi avuto un malore), le ha puntato la pistola alla tempia ed è fuggito a bordo della sua Yaris, rischiando di travolgere un vigilante della Securpol Security, ferito lievemente a una gamba. Fuori dal Fazzi, ad attenderlo ci sarebbe stato un commando armato. Da lì è iniziata la fuga e la massiccia caccia all’uomo ancora in corso, con posti di blocco ed elicotteri in volo fino a 400km di distanza

Le ricerche. Ad essere setacciato è soprattutto il litorale a nord di Lecce, zona che in passato è stata frequentata dall’evaso. In queste ore vengono interrogate in questura tutte le persone presenti al momento dell’evasione. Sono stati ascoltati anche le due persone rimaste ferite in modo lieve con colpi di pistola.

Chi è Perrone. Un tipo “duro”, molto vicino agli ambienti malavitosi riconducibili alla Sacra corona unita (Scu), uno capace di uccidere per uno sguardo o una parola considerati offensivi o di troppo. È l’identikit di Fabio Perrone, condannato all’ergastolo nel giugno scorso, con rito abbreviato, per aver ucciso, nella notte tra il 28 e il 29 marzo 2014, in un bar di Trepuzzi (Le), Fatmir Makovic, ferendo gravemente il figlio Alen. Perrone ha alle spalle una partecipazione attiva alla guerra tra clan della Sacra Corona Unita. In passato, è stato condannato per associazione a delinquere, tentato omicidio e associazione finalizzata allo spaccio. È il cugino di Antonio Perrone, il boss che ha ispirato il film “Fine pena mai”.