Francesco Mallardo continuava a dirigere il clan e ad impartire ordini: “Niente droga a Giugliano”

Francesco Mallardo continuava a dirigere il clan e ad impartire ordini: “Niente droga a Giugliano”

Violati i termini della libertà vigilata. Sfruttava le sue precarie condizioni di salute per incontrarsi con gli altri membri del clan. Decisive


Violati i termini della libertà vigilata. Sfruttava le sue precarie condizioni di salute per incontrarsi con gli altri membri del clan. Decisive le intercettazioni telefoniche e ambientali

GIUGLIANO – Francesco Mallardo, storico capo dell’omonima famiglia, è stato arrestato a Sulmona dove era detenuto in regime di libertà vigilata. Le indagini dei poliziotti della squadra mobile di Napoli sono state avallate dalle dichiarazioni del pentito Giuliano Pirozzi e hanno portato alla cattura dello storico boss di Giugliano.

Una vita normale. Dalle prime ricostruzioni Mallardo conduceva una vita normale ma in realtà sfruttava ogni episodio utile per continuare a impartire ordine e tenere ben salde le redini del clan. Anche la sua malattia, da tempo era malato di cuore, era diventato il pretesto per incontrarsi con gli uomini del clan e impartire diktat, come quando aveva imposto il divieto di vendere droga nel territorio di Giugliano.

Le indagini. Grazie alle intercettazioni gli inquirenti sono riusciti a stabilire che Mallardo simulava precarie condizioni di salute per incontrare membri del clan, come avvenuto qualche tempo fa in Puglia, senza alcuna autorizzazione. Sulla base di queste nuove violazioni Mallardo tornerà al regime di 41 bis.