Il mistero della donna nuda a Napoli, c’entrano religioni e terrorismo?

Il mistero della donna nuda a Napoli, c’entrano religioni e terrorismo?

Il video ha fatto molto scalpore, forse la spiegazione del gesto è in un’iniziativa partita dall’Australia a gennaio NAPOLI – La notizia


Il video ha fatto molto scalpore, forse la spiegazione del gesto è in un’iniziativa partita dall’Australia a gennaio

NAPOLI – La notizia circola da molte ore, rimbalzata quasi ovunque da siti e social network: una donna se ne va in giro per le vie di Napoli praticamente nuda, sotto gli occhi increduli di passanti più o meno curiosi, che ne hanno immortalato la passeggiata con i telefonini. Cosa però possa averla spinta a sfidare il freddo, le battute e – soprattutto – la legge (in Italia è vietato girare nudi in pubblico) non è ancora chiaro, così come ignote sono le generalità della protagonista.

Escludendo a priori che si trattasse di una celebrazione per il bel sole che ha dato mostra di sé in questa coda di novembre, e non avendo a disposizione referti medici che mettano in dubbio la sanità mentale della donna, abbiamo comunque provato a cercare una soluzione al mistero, e azzardiamo un’ipotesi legata al clima di tensione internazionale scaturito dagli ultimi episodi terroristici.

nudaPer farlo, però, bisogna tornare indietro di circa dieci mesi, al 22 gennaio scorso, quando un buontempone australiano lanciò una provocazione su Facebook che fu presa per buona da tantissimi utenti, tanto da fare presto il giro del mondo. Nel suo post, infatti, si invitavano tutte le donne a girare nude in strada per un’ora, il seguente 26 gennaio, per “uccidere i terroristi islamici”. Proprio così. Infatti – secondo l’ideatore dello scherzo – “la legge islamica proibisce di vedere altre donne nude che non siano la propria consorte, prevedendo come punizione il suicidio”.

Di più, il simpaticone australiano invitava gli uomini a restare fuori per guardare le donne nude e a supportarle, dando prova di non essere terroristi esponendo una bella confezione di sei birre, visto che l’Islam vieta l’assunzione di alcolici. Con tanto di ringraziamento da parte del governo australiano.

La nostra, sia ben chiaro, è solo un’ipotesi che non vuole in alcun modo rilanciare l’errato e pericoloso paradigma “musulmano=terrorista“, specie in un periodo particolarmente teso all’estero e dalle nostre parti. Abbiamo solo provato, non senza un sorriso, a dare spiegazione ad un episodio tanto curioso quanto misterioso.

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