Maria Migliore uccisa da un’intera famiglia. La ricostruzione della sera del delitto

Maria Migliore uccisa da un’intera famiglia. La ricostruzione della sera del delitto

Lunedì il corpo della donna fu trovato carbonizzato. L’omicidio è legato al traffico di sostanze stupefacenti. Arrestati F.R., di 44 anni, la figlia, M.G.R.,


Lunedì il corpo della donna fu trovato carbonizzato. L’omicidio è legato al traffico di sostanze stupefacenti. Arrestati F.R., di 44 anni, la figlia, M.G.R., di 23 anni e denunciato il fidanzato di quest’ultima, G.G., di 21 anni. Tutti di Sant’Antimo

SANT’ANTIMO – Maria Migliore è stata uccisa e data alle fiamme per una vendetta trasversale tra malavitosi legata a un commercio di droga. Il suo corpo carbonizzato è stato trovato lunedì in un’auto incendiata in una strada periferica di Sant’Antimo, in provincia di Napoli. Per l’efferato delitto sono state fermate tre persone: si tratta di un uomo, F.R., di 44 anni, della figlia, M.G.R., di 23 anni. Entrambi arrestati. Il fidanzato di quest’ultima, invece, è stato soltanto denunciato, perchè ha collaborato allo sviluppo delle indagini. Tutti di Sant’Antimo. Sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di omicidio, incendio e distruzione di cadavere e di violazione della legge sulle armi.

Ad aiutare nelle indagini è stato il marito della vittima che si era recato dai carabinieri di Sant’Antimo e di Giugliano in Campania per denunciare la sparizione della donna. La vittima era uscita di casa lunedì sera per recarsi ad un appuntamento e non è mai rientrata. Secondo gli investigatori, la donna, era andata a casa del 44enne sottoposto a fermo per cercare di risolvere “problemi” legati traffico di droga. Dopo qualche discussione, padre, figlia e vittima, con l’auto di quest’ultima, un Fiat Doblò, si sono recati in una strada periferica del paese, via Toriello Separiello, dove Maria Migliore è stata uccisa con diversi colpi di pistola semiautomatica. I due – sempre la ricostruzione degli investigatori – hanno poi chiamato il ragazzo di 21 anni, che, con la sua vettura, si è recato sul luogo del delitto. Dopo avere dato fuoco al Doblò, i tre sono tornati nell’abitazione del 44enne dove si sono liberati della pistola e degli abiti sporchi di sangue. A segnalare l’auto in fiamme era stata poi una  telefonata al 112. Dopo che i vigili del fuoco hanno spento l’incendio è stato scoperto il cadavere della 30enne.