Napoli troppo forte per questo Hellas Verona. 0-2, Insigne e Higuain conquistano il Bentegodi

Napoli troppo forte per questo Hellas Verona. 0-2, Insigne e Higuain conquistano il Bentegodi

I padroni di casa non reggono l’onda d’urto biancoazzurra che non stecca l’appuntamento con il primo posto momentaneo, utile ad agganciare la

@Saverio Nappo

Foto IPP/Alessandro Sabattini Verona 22/11/2015 Calcio Campionato di Serie A 2015-2016 Hellas Verona - Napoli 0-2 Nella Foto di spalle l' esultanza di Gonzalo Higuain dopo il suo gol quello del definitivo 0 a 2 complimentato dai compagni Omar El Kaddouri Lorenzo Insigne Allan Marques Loureiro e Marek Hamsik italyphotopress world copyright

I padroni di casa non reggono l’onda d’urto biancoazzurra che non stecca l’appuntamento con il primo posto momentaneo, utile ad agganciare la Fiorentina

NAPOLI – Sveglia presto. O magari sarebbe meglio dire che il riposino è finito troppo presto, che non ha neanche avuto modo di iniziare davvero. Non si può dormire alla vigilia di qualcosa che potrebbe proiettarti in un’altra dimensione, totalmente diversa, forse anche più leggera, o magari più pesante, complicata. Ma una dimensione nuova. Che ti toglie il respiro anche solo pensandola. Distrattamente. Ingannando se stesso. Perché quando si smette di credere ai numeri, per paura, per compassione, si comincia a credere al caso equo, o semplicemente ci si aggrappa alle speranze come fossero sporgenze su una parete che cade a strapiombo per decine di metri. Ti aggrappi alle speranze, ci credi. Senti che devi crederci. Il sonno sparisce, il tempo si dilata, gli spazi si restringono. Sveglio!

Primo tempo. Il Bentegodi ribolle, ruggisce, incessantemente. Ma in curva Nord sono assiepati i tifosi biancoazzurri che non cedono di un passo ai cori incessanti degli scaligeri. La partita è esattamente il contrario di una partita equilibrata. I valori in campo sono nettamente diversi. In alcuni frangenti di gara, la differenza qualitativa delle due rose è quantomeno imbarazzante. Per l’Hellas, si capisce. Ne viene fuori una partita piacevole, anche veloce, di scambi rapidi e volti a cercare il corridoio giusto. Quello in direzione della linea di porta. Linea di confine tra inferno e paradiso.

Il Napoli meriterebbe nettamente il vantaggio, ma il capitano azzurro, Marek Hamsik, nei minuti iniziali della partita decide di graziare Rafael, non impeccabile. 0-0, The caldo para todos. L’idioma è quello lì, non c’è dubbio. Bisogna capire chi sia esattamente il leader carismatico, chi si è fatto leader silenzioso di questa squadra, affiancandosi alla destra del padre. Maurizio, da Empoli. Secondo Tempo. Il sole va via veloce lasciando sul prato verde del Bentegodi un’ombra fredda che ha il sapore vago di un presagio negativo. Niente da fare. Lorenzo Insigne sblocca il risultato, poi fornisce un assist al bacio per Gonzalo Higuain che proprio non può sbagliare. Spietato, freddo. Senza perdono per i peccatori in maglia giallo-blè. 0-2, tra gli “olè” del settore ospiti e i fischi di delusione degli scaligeri.

La difesa tiene, salda, granitica. Come la consapevolezza. Come la costanza. Di chi segue un sogno rincorrendolo sugli appennini innevati e sospesi in mezzo alle nuvole bianche e grigie. Il sogno consapevole, la costanza inattaccabile. Produttori di sogni e consumatori di passione. E’ la genesi del pallone, sdoganata da dinamiche comprensibili e schematiche. Ora chiudete gl’occhi. Riposatevi. Giusto un po’, in questo Lunedì senza voce e senza vestiti o catalogazioni. Poi, torneremo a rincorrere il sogno a cui nessuno vuole dare un nome. Per ora.