Nuovo blitz contro i Casalesi: estorsioni, rifiuti ed il sequestro di due bambini

Nuovo blitz contro i Casalesi: estorsioni, rifiuti ed il sequestro di due bambini

19 arresti nell’operazione “Azimut” della Dda. C’è anche il figlio di Sandokan. Patto per gli affari illeciti anche con le famiglie “minori”.


19 arresti nell’operazione “Azimut” della Dda. C’è anche il figlio di Sandokan. Patto per gli affari illeciti anche con le famiglie “minori”. Sequestro di beni per 34 milioni di euro

HINTERLAND – Nuovo blitz contro il clan dei Casalesi. Dalle prime ore dell’alba i carabinieri del Ros hanno eseguto un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 persone. Sono finiti in manette gli attuali capi ed i gregari del cartello camorristico attivo nella provincia di Caserta e con ramificazioni in altre parti d’Italia.

Gli indagati sono gravemente indiziati di una pluralità di reati commessi attraverso il metodo mafioso. Tra le ipotesi formulate nell’indagine della Dda di Napoli, denominata “Azimut”, ci sono anche estorsioni, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi.

Le indagini hanno permesso infatti di riscontrare alcuni episodi estorsivi ed accertare che i Casalesi per la prima volta nella lo storia hanno deciso di stipulare un patto con le famiglie di Mondragone e Sessa Aurunca, nel passato relegate a ruoli minori.

Le quote della cassa unica delle attività illecite venivano quindi suddivise in 3 parti: la federazione di mondragonesi e sessani (Fragnoli, Pagliuca, Esposito detti Muzzoni), il gruppo misto casalese (Venosa, Zagaria, Iovine, Bidognetti) e la fazione Schiavone. Il vertice era rappresentato infatti, fino al suo arresto, da Carmine Schiavone, figlio del boss Francesco detto Sandokan ed anche lui destinatario dell’ordinanza eseguita stamani dai Ros.

L’inchiesta ha certificato anche il sequestro di due minori figli dell’affiliato di spicco Massimo Alfiero, detenuto al 41 bis, al fine di convincerlo a non collaborare con la giustizia.

Nell’operazione “Azimut” rientra pure il sequestro, in data 31 maggio 2013, di una cava di inerti a Mondragone gestita dal sodalizio criminale casalese. Alle falde del monte Petrino erano stati sversati, negli anni, rifiuti tossici come l’amianto.

Contestualmente è stato eseguito un sequestro preventivo di beni dal valore di circa 34 milioni di euro tra società, beni mobili ed immobili.

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