Proteste allo Stir di Giugliano nel 2011, condannata l’attivista Lucia De Cicco

Proteste allo Stir di Giugliano nel 2011, condannata l’attivista Lucia De Cicco

La pasionaria della Terra dei Fuochi è stata condannata per aver ritardato l’ingresso dei camion nell’impianto dei rifiuti. Lei: “Paese alla rovescia”


La pasionaria della Terra dei Fuochi è stata condannata per aver ritardato l’ingresso dei camion nell’impianto dei rifiuti. Lei: “Paese alla rovescia”

GIUGLIANO – Dopo anni in prima linea (con la stampella) per difendere il territorio dalla devastazione ambientale arriva anche la beffa. L’attivista Lucia De Cicco, tra i fondatori dell’associazione “Eco della Fascia Costiera”, è stata infatti condannata a due mesi di reclusione con pena sospesa oltre al pagamento delle spese processuali. Il pm aveva chiesto invece 4 mesi.

227160_1905920582017_3963520_nE’ stata la stessa De Cicco a dare la notizia commentando: “Si è svolto il mese scorso, ottobre 2015, il processo e sono stata condannata a 2 mesi di reclusione. – ha scritto la pasionaria della Terra dei Fuochi – Il nostro diritto a conferire nello Stir violato ed io condannata…paese alla rovescia..o meglio queste sono le fiabe della nostra società. ..mentre chi ci ha inquinato si è arricchito e ride sulle nostre sventure…io ora sono una delinquente”.

I fatti risalgono all’anno 2011 (periodo di emergenza rifiuti) e fanno riferimento appunto alla protesta avvenuta dinanzi allo Stir di Giugliano (impianto per l’imballaggio delle ecoballe) .

Secondo l’ambientalista il suo gesto sarebbe derivato dal mancato rispetto di un’ordinanza del sindaco secondo la quale si doveva dare precedenza ai camion che trasportavano i rifiuti di Giugliano.

L’attivista – come si legge nella sentenza del giudice Cristina Sirabella del Tribunale di Napoli – è stata condannata quindi “perché ponendosi per oltre un’ora dinanzi al cancello carraio della recinzione posta attorno allo Stir di Giugliano allo scopo di impedire il passaggio dei mezzi autocompattatori ivi destinati, interrompeva il pubblico servizio di conferimento rifiuti per un apprezzabile lasso di tempo”.