Resit, si allontana la bonifica. La TreErre vince il ricorso in Consiglio di Stato

Resit, si allontana la bonifica. La TreErre vince il ricorso in Consiglio di Stato

Allungati i tempi per l’inizio dei lavori. Bisognerà attendere il corso della giustizia amministrativa


GIUGLIANO – Sembra una telenovela senza fine la bonifica della Resit, la discarica illegale più grande d’Europa alimentata per anni di rifiuti tossici dall’avvocato Cipriano Chianese, considerato il “re Mida” delle ecomafie campane. La TreErre, la ditta vincitrice dell’appalto per la messa in sicurezza, ha vinto infatti il ricorso presentato in Consiglio di Stato.

La società aveva subito il brusco stop della Sogesid (la società appaltante del Ministero dell’Ambiente) dopo l’intervento dell’Autorità Anti-corruzione di Raffaele Cantone, che aveva evidenziato il coinvolgimento di uno dei soci della TreErre nell’inchiesta Mafia Capitale.

Si allungano dunque i tempi per la bonifica dello sversatoio. Bisognerà adesso attendere il corso della giustizia amministrativa per far ripartire l’opera di messa in sicurezza. La discarica è finita sotto i riflettori la scorsa estate anche per due incendi, quasi sicuramente di origine dolosa, su cui si è allungata l’ombra della camorra. La criminalità organizzata, secondo gli inquirenti, avrebbe infatti messo gli occhi sul business delle bonifiche nell’area vasta di Giugliano. Intanto il tempo scorre e la fosca profezia del geologo Giovanni Balestri, che prevedeva per il 2064 la contaminazione delle falde acquifere, sembra destinata ad avverarsi.