Sanità campana. Al San Giuliano si muore per ictus di più che nel resto d’Italia

Sanità campana. Al San Giuliano si muore per ictus di più che nel resto d’Italia

Quasi il trenta per cento di chi si ricovera per questa patologia non sopravvive. A rivelarlo il report dell’Agenzia per i servizi


Quasi il trenta per cento di chi si ricovera per questa patologia non sopravvive. A rivelarlo il report dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali

GIUGLIANO – Attenzione a ricoverarvi negli ospedali campani. All’ospedale San Giuliano di Giugliano si muore più che altrove per ictus. Il 29, 64 per cento dei casi di ricovero rispetto al 9, 94 per cento di media nazionale. A rivelarlo il report annuale dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Per fortuna il nosocomio giuglianese non guida la classifica. A livello nazionale, dopo il barese “Di Venere” (37,4 per cento), i peggiori nosocomi sono il “Maresca” di Torre del Greco, Napoli (34,2 per cento), e la casa di cura “Pineta grande” di Castel Volturno, Caserta (33 per cento). Segue il San Giuliano, poi, la “Villa dei Fiori” di Acerra (28, 16 per cento dei casi di morte).

Ricoveri post-infarto. Fortunatamente il nosocomio di Giugliano non figura tra i peggiori ospedali per il tasso di mortalità nei ricoveri post-infarto. Ma i primati spettano comunque alle strutture campane. Così si scopre che c’è 21,8 per cento di morire, se ci si ricovera per infarto, al “San Giuseppe e Melorio” di Santa Maria Capua Vetere e il 20,5 per cento di possibilità al “San Paolo” di Napoli contro una media nazionale di rischio dell’11 per cento. Ad ogni modo i dati vanno presi con le pinze. La stessa Agenas ricorda di tenere conto “delle possibili disomogeneità esistenti nelle popolazioni studiate, dovute a caratteristiche quali età, genere, gravità della patologia in studio” e quindi di non considerare i dati come indiscutibili.