Attentati a Parigi, Valeria Solesin personaggio dell’anno

Attentati a Parigi, Valeria Solesin personaggio dell’anno

Il settimanale L’Espresso la elegge a simbolo di una generazione e di un 2015 che si chiude nella paura


ROMA – Per l’Espresso non ci sono dubbi. Il personaggio del 2015 è Valeria Solesin, la studentessa 28enne veneziana uccisa dai terroristi durante l’attacco del Bataclan. Il suo sorriso, la sua visione della vita senza troppi fronzoli e a “cuore aperto” hanno segnato un 2015 che si chiude nella paura.

Alle prese con i mille problemi di chi ha la famiglia a migliaia di chilometri di distanza e dunque deve saper far da sé. L’enorme commozione nei confronti di Valeria Solesin l’hanno resa giorno dopo giorno un simbolo di una generazione spesso silenziosa, costretta ad abbassare la testa e lavorare. Spesso senza tutele o tempo libero. Generazione che nonostante tutto trova la forza di andare avanti. E non è semplice.”

Il papà, Alberto, 63 anni, e gli amici raccontano all’Espresso la vita di Valeria Solesin, il suo impegno sociale nato sui banchi del liceo e cresciuto con il volontariato per Emergency a Venezia e a Trento, la doppia laurea in sociologia a Trento e a Nantes, la specializzazione alla Sorbona di Parigi. E ancora la vita all’inizio difficile nella capitale francese, tanto che per tre anni gli unici amici sono gli espatriati italiani e i barboni che Valeria va ad assistere la notte. Abita in un monolocale di 14 metri quadri da dividere in due, con il compagno Andrea Ravagnani, 30 anni, sopravvissuto all’attacco terroristico con la sorella e il suo fidanzato. Poi il trasloco in un bilocale vicino al teatro Bataclan dove la “Sole” e il “Rava”, così li chiamano gli amici, possono concedersi addirittura la lavatrice e un divano. Fino all’appuntamento con la morte, in un venerdì qualunque.

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