Donna bruciata viva: i sospettati rispondono alle domande dei giudici

Donna bruciata viva: i sospettati rispondono alle domande dei giudici

I due algerini hanno fornito versioni contrastanti. La vittima è salva ma ha riportato ustioni sul 60% del corpo e non può ancora rispondere alle domande degli inquirenti


SAN FELICE A CANCELLO – I due uomini algerini accusati di avere dato alle fiamme una donna kazaka di 38 anni nella sua casa di Talanico (frazione di San Felice a Cancello)  martedì scorso, si sono presentati questa mattina davanti al gip Giuseppe Maccariello per rispondere dell’accussa di tentato omicidio.

Fakir Ali CherifBach Sais Rachid, entrambi nati nel 1968, hanno fornito agli investigatori versioni contrastanti riguardo l’episodio che li vede coinvolti. Uno dei due ha parlato di un semplice incidente domestico, la donna si sarebbe bruciata maneggiando in maniera errata un contenitore di alcol che utilizzava per cucinare. L’altro invece sostiene che la tragedia sarebbe frutto di un violento alterco tra il suo connazionale e la donna.

La vittima, che si trova ancora in prognosi riservata in ospedale con ustioni sul 60% del corpo, non è ancora in grado di poter fornire una propria versione dei fatti agli inquirenti.

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