Edda Mussolini a Giugliano. Presentato il libro sulla nonna Rachele

Edda Mussolini a Giugliano. Presentato il libro sulla nonna Rachele

La nipote del Duce presente insieme alla co-autrice del libro, Emma Moriconi. L’evento è stato promosso dalla libreria indipendente “Mare Nero”. Moderatore l’avvocato Antonio Dell’Aquila


GIUGLIANO – Un viaggio nel passato della famiglia Mussolini condotto tra scrupolo documentale e memoria. Il libro, presentato ieri nella biblioteca comunale di Giugliano sulla moglie del Duce (Donna Rachele mia nonna, Minerva edizioni), scritto dalla nipote Edda Negri Mussolini e dalla giornalista De “Il giornale d’Italia” Emma Moriconi,  è questo. E tanto altro. “E’ un modo per fare luce sulla vicenda umana della famiglia Mussolini che i libri della storia ufficiale hanno oscurato”, ha spiegato in prima persona Edda nell’ambito dell’evento promosso dalla libreria indipendente “Mare nero”.

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Un momento dell’incontro

E pensare che il libro è nato grazie a un incontro fortuito. La giornalista Emma Morriconi scrisse un articolo sulla mamma di Edda sulle pagine de Il Giornale d’Italia. Da lì le due donne sono entrate in contatto, si sono confrontate, parlate. Alla fine è venuta fuori l’idea di scrivere un libro sulla vita di Rachele, figura centrale nella storia privata e pubblica di Mussolini, spesso relegata ai margini delle ricostruzioni storiche. Biglietti, certificati, appunti, foto. Ogni cosa è stata raccolta per riportare a galla i fatti. “Grazie al libro ho potuto mettere ordine tra i piatti sbilanciati della storia – spiega la Moriconi – perché alcuni aspetti della famiglia del Duce sono stati oscurati, o peggio falsati. Basti pensare alla ricostruzione falsa che dà di Benito Mussolini il film di Marco Bellocchio, Vincere. Allo stesso tempo – prosegue la giornalista – ho cercato di raccontare i fatti senza tralasciare le emozioni che i luoghi vissuti da donna Rachele, come villa Carpena, mi hanno trasmesso nel visitarli.”

edda3D’accordo sul valore documentale del libro, sollecitato dalle domande del moderatore Antonio Dell’Aquila, anche il giornalista Antonio Mattia: “Per 70 anni abbiamo ingoiato menzogne. Bisogna diffondere ciò che le grande massa e soprattutto le nuove generazioni conoscono. E lo si può fare solo attraverso la cultura, conoscendo gli eventi. Solo così riusciamo a capire il presente.”

Alla fine, il ritratto di donna Rachele che emerge dalla pagine del libro è di una donna sobria, dal temperamento sanguigno, una mamma dal rigore morale esemplare e una moglie fedele, capace, come spiegano le autrici, di influire anche sulle decisioni del marito, di discutere con lui di politica e dei suoi articoli. Una semplice contadina che nel giro di pochi anni divenne una delle donne più potenti del mondo. Una parabola che rischiò di finire in tragedia con la fine della guerra e l’uccisione di Benito Mussolini. “Nessuno dice che mia nonna Rachele venne a sapere della morte del marito dai giornali, – afferma Edda, con una punta di commozione – o che fu separata dai figli e condotta in un campo di prigionia a Terni. Ma nonostante queste sofferenze, donna Rachele si rimise in piedi e a cinquant’anni ricominciò un’altra vita. Fu una donna eccezionale”.