Giugliano ricorda Mena Morlando, vittima innocente della camorra

Giugliano ricorda Mena Morlando, vittima innocente della camorra

Una messa e poi la benedizione alla lapide in via Monte Sion, dove 35 anni fa accadde la tragedia. Poziello: “La camorra si sconfigge con cultura ed opportunità di lavoro”. Libera: “Peccato la scarsa partecipazione”


GIUGLIANO – Si è tenuta quest’oggi una cerimonia per ricordare Filomena (detta Mena) Morlando, 25enne uccisa dalla camorra il 17 dicembre di 35 anni fa. La giovane era un’insegnante e si trovò coinvolta senza alcuna colpa in un conflitto a fuoco tra clan camorristici rivali. I sicari volevano colpire Francesco Bidognetti, detto “Cicciott’ e mezzanotte”, invece sotto i colpi ci finì lei mentre ritornava a casa in via Monte Sion.

Questo pomeriggio è stata celebrata dunque una messa nella parrocchia di Sant’Anna. Don Massimo, che ha officiato la cerimonia, durante l’omelia ha ricordato che “i sentimenti di potere e vanagloria che portano alla violenza resistono purtroppo ancora oggi ed a pagare sono sempre gli onesti”. Si è tenuta poi una processione fino al luogo del triste episodio, dove è stata depositata una corona di fiori dinanzi alla lapide a lei dedicata e c’è stata una benedizione.

Presenti – oltre ovviamente ai familiari della vittima innocente come i fratelli Angelo, Marco e Francesco – anche il sindaco Antonio Poziello, il presidente del consiglio comunale Luigi Sequino, i vertici locali dell’Arma dei Carabinieri rappresentata dal capitano Antonio De Lise e dal maresciallo Alfonso Vecchione, ed gli attivisti di “Libera contro le Mafie”.

“Mena è una eroe inconsapevole, – ha dichiarato Poziello – vittima di un vigliacco criminale che ha usato una ragazza per salvarsi la vita. Dobbiamo fare in modo che i ragazzi possano ricordare perché questa è l’altra faccia della camorra. La nostra idea è dunque quella di mantenere vivo un ricordo che per molti anni ha stentato a farsi spazio nelle nostre memorie e trovare un luogo adeguato da dedicarle che decideremo insieme alla famiglia affinché ne resti traccia in città. La camorra – ha aggiunto il primo cittadino – la vinciamo con l’investiamo sulla cultura e se gli togliamo la manovalanza facile. Quindi occorre creare occasioni di sviluppo e di lavoro per le persone. Non c’è altra via. La camorra vive dove c’è l’oscurità e non ci sono occasioni e strumenti per sottrarre i ragazzi alla devianza”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente del consiglio. “Noi siamo la prima amministrazione del dopo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Ci deve essere quindi innanzitutto un’integrità morale da parte di chi riveste un ruolo istituzionale. – ha sottolineato Luigi Sequino – Oltre ai proclami, chi ci guarda dall’esterno deve sapere che non c’è possibilità di annidarsi, nella maniera più assoluta. Se chi ti osserva dall’altro lato sa che tu non puoi essere un interlocutore credo che determinate situazioni non possano mai accadere”.

“Il dovere di mantenere viva la memoria di Mena è un passo importante per la lotta alla camorra. – ha detto Alessandro Bevilacqua, referente del presidio ‘Libera’ di Giugliano – Mi dispiace che le persone presenti sono sempre poche rispetto a quelle che invece dovrebbero esserci in eventi simili. Insieme alle istituzioni dovremo lavorare per far prendere coscienza a tutti, soprattutto nelle scuole, e per far capire che la camorra è un male che appartiene a tutti”.

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