Napoli inarrestabile, 5-2 al Legia Varsavia. Nessuno come gli azzurri in Europa

Napoli inarrestabile, 5-2 al Legia Varsavia. Nessuno come gli azzurri in Europa

Il record: 6 vittorie su 6 e 22 gol fatti. Contro i polacchi il Napoli-2 gioca un ottimo calcio che diverte i pochi presenti al San Paolo. Mertens super!

@Saverio Nappo

NAPOLI – Sapete cosa c’è di meglio che vedere una squadra giocare un buon calcio, rapido, veloce, piacevolissimo? Semplice! Guardare quella squadra dal vivo, in uno stadio semivuoto. Sembra un’assurdità, in effetti, ma pensateci: sediolini sbiaditi che sembrano abbracciare in una morsa costante le poche migliaia di tifosi presenti, l’odore dell’erba che sale dal campo sin sulle gradinate. Inspirate forte, a pieni polmoni.

La ricordate la vostra spensierata adolescenza passata a giocare partite interminabili su campetti di fortuna, spesso ricavati su piccoli appezzamenti di terreno non ancora divorati dalla città che avanzava veloce, famelica di spazi, per crescere? Lo stadio San Paolo ricorda questo ai pochi presenti, nelle fredde e snobbate serate di Europa League. “Fredde” è un’esagerazione, chiaramente. 13 gradi saranno significati Ferragosto per i polacchi del Legia, assiepati nel settore ospiti.

La partita non ha alcun senso ai fini della classifica dato che il Napoli è qualificato già da settimane. Però offre importanti occasioni a chi in campionato non riesce a trovare spazio. Troppo forti i titolari. Il meccanismo è ben rodato, gli equilibri sono ben definiti. O più semplicemente verrebbe da dire che “squadra che vince non si cambia”, dai versi apocrifi sul gioco del calcio, capitolo 1. Formazione presto fatta per mister Sarri, quindi. Tuttavia bisogna scrollarsi immediatamente di dosso la delusione di Bologna che ristagna ancora, vaga ma presente. Come un brutto presentimento. Non è successo niente. Forse. Napoli-Legia Varsavia. Chalobah, Insigne, Callejon, Mertens, Mertens. 5-2, il finale. Non è successo niente. Il professore non ammette lo stesso errore due volte.

Maurizio Sarri, in conferenza stampa, aveva dichiarato, riferendosi al record che il suo Napoli poteva battere: “Possiamo battere il record di punti fatti e di miglior media reti fatte/subite. Forse per voi non significherà un cazzo, ma per noi si.” Beh, è l’essenza del calcio. Poco importa chi va in campo, per lui. Quello che conta non è solo ottenere la vittoria, ma ottenerla nel miglior modo possibile.

Il gioco espresso in questa partita, seguita dai media nazionali più per il comitato di benvenuto offerto dai tifosi padroni di casa alla tifoseria proveniente da Varsavia, è brillante, frizzante, come il freddo/non freddo delle serate dell’inverno napoletano che somiglia più ad un inizio di primavera che ad altro. Il Napoli si diverte, cerca costantemente geometrie nuove, mai sperimentate. Sembra come alla ricerca di capacità che sente di avere ma che non ha ancora espresso. Ci prova sempre, badando poco all’avversario. Ci prova con ogni uomo a disposizione, cercando sempre la trama migliore. E ci riesce.

22 goal fatti, 3 goal subiti, miglior differenza reti di una squadra in un torneo europeo, miglior attacco, miglior difesa, 10 giocatori andati a segno, porta imbattuta in 4 match su 6, tutte le 6 partite del girone sono state giocate applicando un ampio turnover. Domanda: perché il San Paolo è praticamente deserto in Europa League? Snobbismo del tifoso medio. Cosa c’è di meglio che respirare aria che sa di prato umido e pallone? Respirare quell’aria mentre in campo c’è una squadra che gioca al calcio. Quello vero, peró.