Cantone sul caso Quarto: “La camorra non ha bandiere”

Cantone sul caso Quarto: “La camorra non ha bandiere”

Il presidente dell’Anac analizza i retroscena del caso Quarto. Intanto oggi si è dimesso un altro consigliere di maggioranza


QUARTO – Raffaele Cantone, magistrato e oggi a capo dell’agenzia nazionale anti corruzione, torna a parlare del caso Quarto e lo fa senza entrare nel merito della vicenda ma dando una chiave di lettura profonda del fenomeno camorra.

“Il fatto che la camorra abbia cercato a Quarto di infiltrarsi in una forza anti-sistema come il Movimento 5 Stelle mi sembra in linea con la sua trasversalità. La camorra, che è sempre stata un’organizzazione capace di votare da tutte le parti. Questo mi meraviglia fino a un certo punto. La camorra è in linea con l’idea che se c’è da fare affari, non si guardano bandiere”, queste le parole riportare da Repubblica.

In particolare Cantone si è poi voluto soffermare sul ruolo che un certo tipo di settori imprenditoriali hanno in questo gioco tra politica e criminalità organizzata, “mi sembra di capire che gli imprenditori della mafia sono essi stessi mafiosi, che si occupano direttamente degli affari della mafia” e aggiunge “c’è il rischio che in altre realtà la gestione, che non ha più capi carismatici, passi alle prime file dell’ imprenditoria para-mafiosa”.

Queste parole arrivano nel giorno in cui la maggioranza di Rosa Capuozzo perde un altro pezzo: dopo le dimissioni del capogruppo Alessandro Nicolais e dell’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Tullio Ciarlone, oggi è stato il turno del consigliere Lucia Imperatore che ha ufficialmente lasciato l’incarico.

Inutile nascondere che dietro queste defezioni ci sia l’ombra del diktat scagliato nei giorni passati da Grillo che ha costretto i consiglieri eletti a Quarto ad una dolorosa scelta: continuare ad occupare il posto in consiglio ed essere espulsi dal Movimento o dimettersi e ritornare tra le fila dei 5 stelle.