Estorsioni a “Free Time” e “Tamburrino”, condannati anche due giuglianesi

Estorsioni a “Free Time” e “Tamburrino”, condannati anche due giuglianesi

La sentenza è stata emessa stamani dalla Corte d’Appello: 59 anni di reclusione per 9 imputati. Il gruppo era legato alla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi


HINTERLAND – 59 anni di carcere per 9 imputati accusati di aver effettuato estorsioni per conto della fazione Bidognetti del Clan dei Casalesi, all’epoca dei fatti capeggiata dal sanguinario boss Giuseppe Setola detto “o Cecato”. Tra di loro ci sono anche i giuglianesi Massimo Amatrudi e Ferdinando Russo. Quest’ultimo, fratello di un albergatore di Lago Patria, risponde pure di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Le condanne sono state emesse stamani dalla terza sezione penale della Corte di Appello di Napoli. A riportare la notizia è il portale edizionecaserta.it.

Secondo gli inquirenti le estorsioni avvenute tra l’hinterland napoletano e l’agro-aversano avevano colpito – tra i vari imprenditori della zona – anche l’acquapark Free Time e la concessionaria di moto Tamburinno tra Parete e Giugliano. Nel 2008, proprio la sede di Tamburrino Motors fu raggiunta da numerosi colpi di pistola perché al titolare furono chiesti 100mila euro ed una decina di motociclette.

L’organizzazione fu smantellata dai carabinieri di Parete coordinati dalla Dda di Napoli.

LE CONDANNE: Ferdinando Russo (Giugliano) 9 anni, Giuseppe Barbato (Lusciano) 5 anni e 4 mesi, Massimo Amatrudi (Giugliano) 2 anni e 10 mesi, Alessandro Cirillo (Casal di Principe) 13 anni, Carlo Di Raffaele (Villa Literno) 3 anni e 4 mesi, Davide Granato (Casal di Principe) 10 anni e 4 mesi, Angelo Rucco (Lusciano) 5 anni e 10 mesi, Giovanni Mola (Parete) 4 anni e 10 mesi, Oreste Spagnuolo (Castel Volturno) 3 anni e 6 mesi.

(fonte: edizionecaserta.it)