Terra dei Fuochi, il ministro: “Adesso devono pagare anche gli imprenditori del Nord”

Terra dei Fuochi, il ministro: “Adesso devono pagare anche gli imprenditori del Nord”

Galletti in un’intervista ad Avvenire ha parlato anche delle bonifiche: “Non ci sono più alibi. Controllo di Cantone mi fa sentire tranquillo”


“Tutti devono pagare per il dramma della Terra dei fuochi” anche “gli imprenditori senza scrupoli del Nord che sapevano che smaltire in quel modo era economico ma anche ambientalmente criminale. E si sono resi corresponsabili dell’avvelenamento del territorio”. È molto netta l’accusa attraverso un’intervista di Avvenire del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti che assicura la massima sorveglianza per evitare che la camorra metta le mani anche sulle bonifiche per le quali, afferma, “non ci sono più alibi.”

Il ministro ha dichiarato, inoltre, che il racconto del pentito Gaetano Vassallo, ex manager dei rifiuti per conto del clan dei Casalesi, “crea angoscia perché disegna una situazione, che si è perpetrata per anni, di assoluto spregio delle leggi e della cultura ambientale.”

rifiuti_tossici-642x336Alla domanda del giornalista “Non sarebbe ora che anche le imprese del Nord pagassero per il disastro che hanno contribuito a creare?”, Galletti ha poi risposto “Certamente sì. Ho sempre detto che la questione Terra dei fuochi è un’emergenza nazionale perché da tutta Italia, e soprattutto dal ricco Nord, sono arrivati i veleni che sono stati sotterrati in Campania. Le responsabilità dei clan camorristici vanno sommate a quelle degli imprenditori senza scrupoli che sapevano che smaltire il quel modo era economico ma anche ambientalmente criminale. E si sono resi corresponsabili dell’avvelenamento del territorio. Credo e spero che le indagini portino all’individuazione di chi ha mandato i suoi rifiuti pericolosi ad essere tombati sotto terra e spero che questi delinquenti vengano condannati come meritano.

In un altro passaggio si è parlato anche delle bonifiche. “Non ci sono più alibi per le bonifiche, per le ecoballe e per Bagnoli. – ha aggiunto il ministro dell’Ambiente nell’intervista ad Avvenire – Il governo ha stanziato 150 milioni l’anno per tre anni per bonificare la ‘Terra dei fuochi’ ed eliminare le ecoballe, e altri 50 milioni per il risanamento dell’ex area Italsider. Il lavoro di accertamento dei siti inquinati sta proseguendo con grande attenzione per delimitare le aree compromesse e da bonificare, e liberare dal sospetto e dalla paura. C’è insomma un impegno complessivo del governo fatto di risorse, strategie precise, azioni sul territorio. E la supervisione dell’Anac di Cantone mi fa stare tranquillo su trasparenza e legalità. Per la prima volta la Terra dei fuochi non è più abbandonata, ma al centro di un progetto di recupero da parte delle istituzioni. Mi impegno a continuare un percorso che abbiamo già iniziato. Non siamo all’anno zero, non è che da adesso ci mettiamo a lavorare sulla ‘Terra dei fuochi’. Abbiamo già fatto un pezzo di percorso, dobbiamo continuarlo con lo stesso impegno che abbiamo messo finora.”