18enne ucciso e sepolto, la confessione dell’amico: “Ma non ero solo”

18enne ucciso e sepolto, la confessione dell’amico: “Ma non ero solo”

Ancora da chiarire il movente ma al centro dell’atroce delitto potrebbe esserci la donna del boss. Si attende l’interrogatorio


NAPOLI – Ucciso a 18 anni come un boss e sepolto il una campagna. I poliziotti hanno trovato il cadavere 12 giorni dopo la scomparsa, venerdì scorso. Per l’omicidio di Vincenzo Amendola, residente a San Giovanni a Teduccio, è stato fermato poche ore dopo Gaetano Nunziato, 23enne con precedenti di polizia ed amico di infanzia della vittima. Adesso è gravemente indiziato di omicidio aggravato dal metodo mafioso, porto e detenzione illegale di arma da fuoco ed occultamento di cadavere.

Si attende ancora l’udienza di convalida ma – secondo indiscrezioni riportate dal Mattino – il ragazzo avrebbe già confessato l’atroce delitto aggiungendo, però, di aver agito con l’aiuto di altre persone. E sarebbe stato proprio lui inoltre, secondo quello che sembra filtrare da ambienti investigativi, ad accompagnare gli inquirenti sul luogo del ritrovamento nei pressi di una fattoria in viale 2 Giugno.

Ancora da chiarire con precisione il movente ma sembra delinearsi con forza la pista passionale. Al centro della storia ci sarebbe una donna, quella del boss. Vincenzo sarebbe venuto a conoscenza infatti di una presunta “scappatella” della compagna del ras (il clan egemone in zona è quello dei Formicola) con un ragazzo emergente della cosca ed avrebbe raccontato tutto ingenuamente alle persone sbagliate. Un errore imperdonabile, dunque, che secondo i malavitosi locali andava punito duramente.

Su questa trama da film, avvenuta in uno dei quartieri con più giovani a rischio della periferia di Napoli, sembrano orientarsi le indagini della polizia per fare luce sul caso.