Faida Di Lauro-Scissionisti, 3 arresti per un omicidio del 2008

Faida Di Lauro-Scissionisti, 3 arresti per un omicidio del 2008

L’uccisione fu decisa dai Sacco-Bocchetti e dagli Amato-Pagano per colpire ed indebolire il clan rivale. Tra i destinatari dell’ordinanza anche il boss Raffaele Pagano, ma l’esecuzione è stata rinviata in attesa della procedura di estradizione dalla Spagna


AREA NORD – Tre arresti per l’omicidio di Ciro Reparato, commesso nel gennaio del 2008. La misura cautelare emessa dal Gip su richiesta della Dda di Napoli è stata eseguita stamani dai carabinieri del Comando Provinciale. Il provvedimento si fonda essenzialmente sulla dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia appartenenti a diversi clan camorristici operanti sul territorio di Secondigliano e legati da rapporti di alleanza.

Grazie a queste dichiarazioni gli investigatori sono riusciti a ricostruire in dettaglio l’esecuzione dell’omicidio ed anche la sua ideazione a programmazione.

Si tratta dell’uccisione di un fedelissimo di Antonio Di Lauro, nonché zio di Carlo Capasso (oggi collaboratore di giustizia). La sua eliminazione fu decretata dai vertici di due clan alleati, i Sacco-Bocchetti e gli Amato-Pagano (i cosiddetti “Scissionisti”), accomunati per diverse ragioni nel comune obiettivo di colpire, e quindi indebolire, il clan avversario dei Di Lauro.

I destinatari del provvedimento odierno sono, quali mandanti, Cesare Pagano e Raffaele Amato (nei cui confronti la misura non viene ancora eseguita perché si attende la procedura di estradizione suppletiva dopo l’arresto del 2009 in Spagna) e, come esecutori materiali, Oreste Sparano (killer degli Amato-Pagano) e Costanzo Apice (sicario dei Sacco-Bocchetti).

Risultano inoltre indagati, ma non destinatari in quanto collaboratori di giustizia, Antonio Zaccaro e Biagio Esposito.

Di particolare rilevanza per le indagini sono state le dichiarazioni di Zaccaro, mandante dell’omicidio insieme a Gennaro e Carmine Sacco, poi deceduti.

Tutti i soggetti raggiunti dall’ordinanza sono già detenuti per altre cause, Apice e Pagano in regime di 41 bis.