Faide di Camorra: le previsione degli “007” smentiscono il Ministro Alfano

Faide di Camorra: le previsione degli “007” smentiscono il Ministro Alfano

Un rapporto dei Servizi Segreti fa il punto sulle recenti lotte tra clan che stanno insanguinando la città


NAPOLI – Nelle stesse ore in cui il Ministro dell’Interno Angelino Alfano si trovava a Napoli per un summit sulla sicurezza, in città la camorra ha sparato 3 volte, facendo altrettante vittime. L’ultimo in ordine di tempo è stato il 33enne ucciso a Marigliano la scorsa notte.

Le parole di Alfano. Il ministro nel suo incontro con le amministrazioni locali non si è nascosto e ha parlato di un caso Napoli, “in un momento in cui in Italia gli omicidi sono al minimo storico, a Napoli si continua a sparare”. Ma il Ministro a queste affermazioni fa seguire ventate di ottimismo e assicura che la risposta dello stato sarà forte, “lo Stato è nettamente più forte e metterà in campo una lotta senza quartiere contro i clan”.

Il rapporto degli 007. “Questa guerra, in prospettiva, potrebbe portare ad un ulteriore deterioramento della vivibilità di tante zone della Campania”. Questa invece è l’affermazione dei servizi segreti italiani che contrasta ampiamente con la visione del Ministro. Nella relazione del 2015 presentata dall’intelligence italiana, le faide in atto nel napoletano presentano un grossissimo rischio a causa dell’imprevedibilità degli attori in scena.

Secondo gli 007 italiani il problema maggiore risiede nella mancata preparazione della “classe dirigente” dei clan. Troppo spesso a capo delle nuove organizzazioni ci sono ragazzi giovanissimi che non hanno un modo di procedere razionale e preciso. Proprio tutta questa approssimazione rende più difficile la lotta alle nuove leve del crimine organizzato e allo stesso tempo desta preoccupazione la possibilità che questi soggetti possano mettere in pratica una politica criminale incentrata sulla violenza. Le nuove faide sono spesso segnate da una improvvisa escalation criminale la cui logica è difficile da ricercare.

Il rapporto ha poi evidenziato un tratto distintivo delle organizzazioni criminali che non scopriamo certo oggi. La criminalità organizzata, oggi come ieri, prolifera maggiormente tra gli strati più deboli della popolazione e in quelle zone economicamente depresse dove spesso lo Stato è assente. E la Camorra si insinua tra gli emarginati fornendo loro un alternativa valida ed economicamente più vantaggiosa rispetto allo Stato.

La risposta dello Stato. Per contrastare il fenomeno, il Viminale, oltre ad inviare più uomini sul territorio, ha inviato anche una squadra di 74 nuovi investigatori che avranno il compito di trovare nuove soluzioni investigative.