Il mistero delle fiamme nei depositi giudiziari De Luca: quattro incendi in 6 mesi

Il mistero delle fiamme nei depositi giudiziari De Luca: quattro incendi in 6 mesi

Sono al vaglio degli inquirenti le ipotesi sulle cause e sulle responsabilità dei ripetuti roghi che senza più alcun dubbio vengono classificati come dolosi


GIUGLIANO – Era il 31 Agosto scorso quando più di trecento vetture andarono in fiamme nel deposito giudiziario di proprietà della famiglia De Luca in via Selva Piccola a Casacelle (Leggi QUI). Fu quello solo il primo episodio di quattro che negli ultimi 6 mesi hanno interessato le aree.

Gli incendi. Il secondo episodio è avvenuto il 9 ottobre. L’incendio interessò l’altra area della famiglia De Luca, in via vecchia Casacelle: un’area privata usata per altri motivi (“abbiamo un autosalone e sistemiamo qualche auto qui”, dichiarò uno dei proprietari). Il terzo episodio è datato 12 febbraio, appena due settimane fa (Leggi QUI). Le proporzioni dell’incendio non furono di grossa entità così come invece lo sono state per quello scoppiato la scorsa notte che ha interessato circa 100 veicoli (Leggi QUI).

I depositi. Secondo quanto appreso dopo il primo incendio di Agosto, il deposito è regolarmente autorizzato, anche se probabilmente ancora privo di copertura assicurativa. E’ spesso pieno perché in attesa che le auto vengano vendute all’asta o demolite. Già negli anni scorsi associazioni ambientaliste ed esponenti politici locali avevano denunciato la pericolosità di un deposito giudiziario completamente abbandonato a se stesso.

La posizione dell’amministrazione. Durante il Question time tenutosi a Settembre, il consigliere del PD Adriano Castaldo presentò un’interpellanza in merito alla bonifica dell’area interessata dall’incendio di Agosto. A rispondere fu il sindaco Antonio Poziello, il quale comunicò che l’amministrazione avrebbe con molta probabilità agito in danno, cosa che non è ancora avvenuta. Al momento traspare ancora la volontà di evitare in tutti i modi questa ipotesi.

Cause e responsabilità. Sono adesso al vaglio degli inquirenti le ipotesi sulle cause e sulle responsabilità dei ripetuti incendi che senza alcun dubbio, dopo i ripetuti episodi, vengono classificati di natura dolosa. L’ipotesi che dietro questi roghi ci sia ancora una volta la criminalità organizzata, interessata alle attività di bonifica sul territorio o ad altre situazioni, non è esclusa. Un’altra pista, più semplice, è quella secondo cui i depositi giudiziari di auto vengono periodicamente dati alle fiamme per eliminare le prove di ciò che viene rubato dalle auto prima che vengano date all’asta. Un episodio simile si è verificato due anni fa, nel maggio 2013, quando a bruciare fu anche il deposito di auto “Scarpato” nel quartiere di Ponticelli, a Napoli Est.